Le mie 10 falesie invernali preferite (tra Veneto e Trentino)

Premetto che ce ne sono decine in questa zona, nelle province di Vicenza, Verona e Trento, ma non ho ancora avuto il tempo e la fortuna di girarle tutte, quindi oggi ti parlo delle mie ‘attuali’ 10 preferite. Quelle dove anche i principianti come me si possono divertire, intendiamoci.

1) Inizio con Tonezza del Cimone: qui siamo a circa mille metri e nella palestra di roccia 4 Gatti trovi tiri dal 5a all’8a+ (ma sempre in divenire, dipende dalla creatività degli apritori). Nella falesia ci sono diversi settori esposti a sud, sud-ovest e sud-est, ideali anche nel periodo invernale, salvo nevicate.
Roccia buona, tiri certamente non regalati e un ambiente suggestivo immerso nel bosco tra le montagne che regala sempre tante emozioni.

2) Più a nord andiamo in provincia di Trento, a Serrada, dove i numerosi settori a circa 1200 metri rivelano pareti fantastiche, con molti tiri brevi, ma anche parecchi tiri più lunghi. I gradi vanno dal 3a al 7b e la spittatura è molto buona. La roccia è calcare ed è baciata dal sole per parecchio tempo grazie all’esposizione a sud.

3) Torniamo in provincia di Vicenza, dove, conosciuta in tutta Italia, troviamo la falesia di Lumignano, con decine di tiri e parecchi settori, dal più facile al più difficile. Io mi sono avventurata al Naso di Bicio-Minetti (gradi facili 4b-7b+), in quello Vomere – Sopra la Chiesa (settore affascinate e gradi abbastanza semplici, 5b-7b+) e al Brojon (gradi semplici ma non scontati, 5c-8b+, esposizione sud-ovest).
Qui preparati a buchi, prese scavate, gocce, ma soprattutto a strapiombi e pance, anche se non mancano maestose placche. Insomma, è un’arrampicata tecnica e di possibilità ne hai parecchie.

4) In zona Bassano 2 falesie mi hanno colpito. Inizio con la tenebrosa Carega del Diavolo, o “Prialonga”, esposta a sud e che raggiungi dopo un avvicinamento di circa 20 minuti. Siamo nella Valle del Rameston a Crosara.
Qui vai di placca, ma attenzione ai gradi (dal 5b al 6c+): nulla è come sembra qui…

5) La seconda falesia invernale di questa zona è San Floriano, sulla strada per Cima Grappa al 5° tornante. Qui i 35 tiri vanno dal 5a al 7a (ma ti prego, parti dal 5c e lascia perdere quelli più “facili”). Anche qui a fare da padrona indiscussa è la placca. L’esposizione è a est, quindi il sole in inverno è la mattina. È vero, non è a sud, ma nelle giornate invernali di pieno sole, quelle più gentili, tutto è possibile.

6) A Schio, lungo la strada che dalla città porta alla cima del Novegno, c’è una contrada, da cui prende il nome questa piccola palestra di roccia invernale. Sto parlando della falesia Ai Rossi, un gioiellino con più di 20 tiri dal 5a all’8a, in divenire dato che baldi giovani e vecchie leve ne stanno chiodando altri.
L’esposizione è sud-est, siamo a un’altezza di oltre 800 metri e ci addentriamo nel bosco con un avvicinamento di circa 10-15 minuti. La roccia è calcarea e in parete puoi scegliere di affrontare placca e strapiombi. I gradi sono più che giusti e la spittatura è ottima. Io consiglio il settore C.

7) La falesia ai Bergamini si trova a Valdagno e presenta tiri medio-facili. Il problema è che ce ne sono parecchi di brevi e pur avendo un quinto e sesto grado, talvolta possono sembrare azzardati (cioè sono più difficili di quanto si racconta). La falesia è comunque molto piccola, divisa in due settori, al sole in tarda mattinata-pomeriggio. Si asciuga abbastanza facilmente (ma mai come Lumignano!). La definirei una falesia da toccata e fuga nei ritagli di tempo.

8) La Sisilla è una meravigliosa falesia con pochi tiri, ma molto lunghi. Dicono che sia in continua evoluzione perché capita che qualcosa si stacchi/sgretoli, ma la roccia è quella tipica della zona. Ci troviamo infatti nello spazio in cui regnano sovrani il Monte Cornetto, il Monte Baffelan e i Tre Apostoli, famosi anche per le numerose vie alpinistiche. La parete è caratterizzata da una placca chiarissima irradiata dal sole anche in inverno e arrampicabile ovviamente quando non c’è neve. Si parte da un 5c per nulla regalato fino ad arrivare a settimi gradi. Qui anche chiudere un 6a è una vittoria.
Ci tengo a dirlo: da provare almeno una volta nella vita e diffida dalle malelingue!

9) Le prossime falesie mi sono state consigliate. La prima è Ceredo Alta, alle pendici dei Monti Lessini in provincia di Verona: decine di tiri dal 5c all’8a. È tra le migliori falesie invernali del Nord Italia.

10) E infine il Sengio Rosso: qui troverai una bella roccia calcarea caratterizzata da sfumature rosse, grigio/blu e nere. Unica pecca: l’avvicinamento di circa 50 minuti, abbastanza impegnativo, spesso in salita (sentiero CAI 53). È esposta a sud-est e qui c’è soprattutto placca, ma non solo.
I gradi vanno dal 5a all’8a e
“l’arrampicata al Sengio rosso è quella degli anni 80, tecnica, di dita dove i piedi sono fondamentali. Tuttavia la porosità della roccia offre sempre buona aderenza… indossando una calzamaglia rosa o gialla poi vedrete che salirete meglio”. [Planetmountain.com]
La palestra di roccia è in provincia di Verona alle pendici del Monte Baldo: arrivi a Caprino Veronese e poi ti dirigi verso località Pazzon e Braghe/Braga.

Bene, mi sembra di averti elencato tutte e dieci le falesie invernali della mia lista.

Se ti fidi e le proverai, ricordati di lasciare un commento per farmi sapere se ti sono piaciute. E se conosci altre palestre di roccia piacevoli da arrampicate in inverno, attendo ancora più commenti!

Per maggiori informazioni su queste falesie, puoi andare in questa pagina!

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