Boulder all’aperto: le aree italiane dove sfogare la nostra passione – Nord Est

Stiamo attraversando un periodo particolare, che speriamo passi presto. Nel frattempo, dato che le palestre sono chiuse, perché non esplorare le aree italiane dedicate al bouldering? In Veneto possiamo fare boulder qui:  nei Berici, in provincia di Vicenza, dove troviamo anche l’8B (Possibile), ad Avesa, nella zona di Verona, la roccia è calcare tufaceo, aContinua a leggere “Boulder all’aperto: le aree italiane dove sfogare la nostra passione – Nord Est”

Punto la cima bianca

I sensi si arricchiscono di esperienze.
In montagna ascolti storie, conosci leggende, in prosa o viventi. Le superfici variano e il tatto rivive nel freddo e nel calore, nel liscio e nel ruvido, nel dolore e nel riposo. Gli occhi raccolgono immagini indimenticabili e le immagazzinano nella mente, per poter rivivere quei momenti attraverso la memoria. Respiri l’aria, profumata di neve o di bosco. Assaggi il sudore che scende dalla fronte, il magnesio che si stacca dalle mani o la neve che rimbalza ai colpi della piccozza.
È solo una montagna, eppure c’è la vita.

La montagna ai tempi del coronavirus

La montagna al tempo del coronavirus diventa rifugio. No, non può essere: un rifugio la montagna lo è da sempre, e per vari motivi, dai più scontati ai più bizzarri. Come viene vista, allora, la montagna in questi tempi di allarmismo? Nessuno se ne preoccupa. Perché lì, il coronavirus, non arriverà mai. E non perContinua a leggere “La montagna ai tempi del coronavirus”

6b e occhio al buco!

Non ci credo. Quel passaggio mi è costato un 6b a vista. E non è la prima volta. Ma la prima volta non ho avuto il coraggio di ripeterlo. Questa volta sì. È iniziato tutto con un avvicinamento a dir poco sfiancante… Arrivati sotto la parete eravamo già abbastanza caldi per iniziare l’arrampicata. Falesia ValleContinua a leggere “6b e occhio al buco!”

Cambio via

Sentiero identificato da due bolli gialli, girare a destra e poco dopo seguire ancora a destra una vecchia traccia segnalata dagli ometti costruiti sasso dopo sasso. Cinque minuti circa di cammino e una breve salita sulla sinistra. L’attacco della via Il martello suona il rock lo dovremmo notare grazie a una parete grigia e numeroseContinua a leggere “Cambio via”

Giallo

Come il sole, come la luce, come il divano su cui ogni sera mi stendo e mi addormento. Avevo provato quel boulder due giorni prima e sono riuscita ad arrivare alla penultima presa, ma non ad arrivare al top. Nemmeno a sfiorarlo. L’ho solo guardato, trattenendo il fiato e prendendo la mira. Ma nulla, miContinua a leggere “Giallo”

Incredibile, ma vero.

È una via dove il massimo grado di difficoltà che puoi trovare è un sesto. Quindi, nulla di allarmante. Il polso mi fa ancora male: tendine e articolazione si infiammano facilmente e non c’è motivazione che riesca ad addolcirli. No, non è la classica scusa da arrampicatore, ma una realtà con cui non voglio convivere.Continua a leggere “Incredibile, ma vero.”

Segni sulla pelle

Mi guardo le braccia, osservo le mani, e noto come ogni parete lasci su di me segni diversi. Ce n’è una che adoro e che mi parla con graffi artistici sugli avambracci: lunghi e corti, più e meno profondi, queste linee mi ricordano i riposi sulle cenge, quando abbraccio la roccia per potermi sollevare, trattenere,Continua a leggere “Segni sulla pelle”

Io scelgo la via

Tra le tante strade che ogni giorno posso prendere, io scelgo la via. È domenica e con il mio compagno di avventure alpine ci incamminiamo in salita per raggiungere l’attacco della Balasso Brothers, inerpicata sulle rocce del Monte Pasubio. Arriviamo a fatica ai piedi della parete, lo ammetto: il sentiero è spesso interrotto da sterpaglie,Continua a leggere “Io scelgo la via”

L’oro del bandito

Ho più rinvii di quanti ne servano, appesi all’imbrago, ma “va bene così”, mi dico: in falesia del peso in più per un tiro non troppo difficile può essermi utile per allenarmi a potenziare la forza nelle braccia, la tecnica, la resistenza. Sì, avere addosso anche qualche grammo in più nell’arrampicata può fare la differenza.Continua a leggere “L’oro del bandito”

Internet, una rete verticale

Non riuscirò mai, senza la spiegazione di chi li apre, a capire il nome dei tiri. Questa è la falesia Stancari di Arsiero e sto provando Internet da prima, un 5c, un tiro che a guardarlo ai piedi della parete appare una placca liscia senza appigli e appoggi.  Un 5c disseminato in 18 o 20Continua a leggere “Internet, una rete verticale”

Forza e resistenza

“Vuoi provare il nastro blu?”“Sì, spero non sia troppo difficile.”“Bene, inizia là, a destra.” Mi volto verso una piccola parete con delle prese a forma di disco, in legno.“Ok.”“Dai, ti segno io le prese: provalo.” Mi sento a mio agio in questa palestra, diversa da quella dove ho iniziato e che tutt’ora la considero casa.Continua a leggere “Forza e resistenza”

Sembrava irraggiungibile

Sembrava irraggiungibile. Il blu di quella macchia, quell’opera a basso rilievo sulla parete ruvida della stanza. Era il penultimo passo prima della fine. Non che l’inizio fosse stato semplice: è stato un tortuoso muoversi appoggiata a prese e parete. Sono partita accoppiando le mani sulla prima presa, i piedi erano appoggiati a due piccole taccheContinua a leggere “Sembrava irraggiungibile”