Una giornata alle Placche Alte nella falesia di Schievenin

Non posso farci nulla, succede ogni volta: davanti a me si presenta una parete chiodata e tutti i problemi svaniscono. La quotidianità scivola via, il cattivo umore si perde nell’universo che lascio da parte, in quello parallelo, lo spazio che c’è nella vita di ogni giorno dove devi fare i conti con la realtà. Eppure anche in questa parte di mondo c’è la mia vita reale. Ma qui non mi sembra così e tutto appare scorrere con un altro ritmo, un modo di vivere ricamato di attimi puri, dove finalmente senti le emozioni, comprendi quelle sensazioni che in altri momenti non noteresti nemmeno. Davanti a una parete capisco che, in fin dei conti, ne vale la pena.

Una placca con i buchi

Già, siamo nella falesia di Lumignano, cosa ti aspetti? Famosa per le sue pareti ricche di buchi, piccole tacche, gocce e fessure, questa palestra di roccia è tra le più grandi del Veneto ed è conosciuta in tutta Italia. Di qui infatti sono passati grandi e storici scalatori. Oggi siamo diretti al Brojon. Parcheggiamo diContinua a leggere “Una placca con i buchi”

Piccolo Lagazuoi, Dolomiti: a rischio di non volertene andare.

Qui la roccia è più fredda, porta con sé i segni delle temperature notturne. E ha un colore diverso, variegato: tra queste sfumature riesco a malapena a riconoscere un fix davanti al mio naso. C’è una luce particolare e un riflesso la cui complessità confonde le idee.Sei in parete e quando ti volti, il panoramaContinua a leggere “Piccolo Lagazuoi, Dolomiti: a rischio di non volertene andare.”

Sempre più su: la falesia Andraz – Sass de Beita nelle Dolomiti

La prima volta in Dolomiti, quando tocchi la loro roccia e ti senti circondato dal paradiso delle vette, subito non ti rendi conto di dove ti trovi, ma poi ti accorgi che tutto ha un’essenza diversa: qualcosa, dentro di te, accade.

Via Erica e Alice sul Monte Cengio

Erica e Alice è una via semplice, tra le più facili in queste pareti, con roccia molto buona e protetta fin troppo bene (molti chiodi e cordoni, con l’aggiunta di recenti fix). Anche le soste sono comode e per questo è una via consigliata per chi vuole allenarsi ad arrampicare come primo di cordata e a costruire le soste.

Se ti venisse voglia di rischiare

E allora non dobbiamo avere paura per credere di più in noi stessi? Non dobbiamo temere rischi per osare di più?
No, i grandi ce lo insegnano ogni giorno: bisogna cadere per rialzarsi e superare finalmente l’ostacolo. Sia che la caduta misuri qualche centimetro o qualche metro: a volte devi anche volare per poi potercela fare.

Superbaffelan minuto per minuto: cronaca di una cima annunciata

1 agosto 2020, via Superbaffelan. Percepisci i passi, l’avanzare, a ogni movimento della corda che struscia sulla roccia. Prosegue, su binari immaginari, scorre come sul letto il fiume. A volte scende, come una cascata. E poi tira e sale. Mi avverte che devo lasciarla andare.Guardi in alto il tuo compagno di cordata, non troppo altrimentiContinua a leggere “Superbaffelan minuto per minuto: cronaca di una cima annunciata”

La forza di Gravità è contraria

“Non è il solito 6a+” mi dicono. Non mi sorprende. Siamo nel settore Lias a Tonezza del Cimone, Falesia 4 Gatti, e qui nulla è come sembra.  È un’arrampicata particolare, spesso su placca, con pance sproporzionate rispetto alle tue aspettative quando te le trovi di fronte e devi rinviare. Panorami stupendi e romantici, un soleContinua a leggere “La forza di Gravità è contraria”

Una giornata nera su boulder

Oggi è una giornata nera.Sono in palestra e non riesco a chiudere neanche un boulder. Certo ne ho provato di duri (rispetto al mio livello), ma la serata è iniziata con un sospiro, uno sguardo alle pareti e un “mah”.Che ti puoi aspettare? Stanchezza, malumore, bassa pressione… le giustificazioni possono arrivare anche a coinvolgere ilContinua a leggere “Una giornata nera su boulder”

Falesia San Floriano: la placca per le dita

Non arcuare! E come si fa a non farlo?

Parlo per i principianti, eh, per quelli come me che sulla placca si divertono tanto, sì, ma poi le dita le sentono eccome. Ti pizzicano, ti bruciano e ti dolgono finché non te le guardi e provi compassione.

Corretto. Ma grappa!

Il breve sentiero che porta al tiro era affollato di rovi e rami. Quando arrivammo alla base della parete, leggemmo corretto grappa: mi avvicinai alla roccia salendo per circa due metri tra sassi instabili, foglie e altri rovi, guardai verso l’alto e cercai la catena. Lì non riuscii a vederla e allora mi limitai aContinua a leggere “Corretto. Ma grappa!”

Boulder all’aperto: le aree italiane dove sfogare la nostra passione – Nord Est

Stiamo attraversando un periodo particolare, che speriamo passi presto. Nel frattempo, dato che le palestre sono chiuse, perché non esplorare le aree italiane dedicate al bouldering? In Veneto possiamo fare boulder qui:  nei Berici, in provincia di Vicenza, dove troviamo anche l’8B (Possibile), ad Avesa, nella zona di Verona, la roccia è calcare tufaceo, aContinua a leggere “Boulder all’aperto: le aree italiane dove sfogare la nostra passione – Nord Est”

Punto la cima bianca

I sensi si arricchiscono di esperienze.
In montagna ascolti storie, conosci leggende, in prosa o viventi. Le superfici variano e il tatto rivive nel freddo e nel calore, nel liscio e nel ruvido, nel dolore e nel riposo. Gli occhi raccolgono immagini indimenticabili e le immagazzinano nella mente, per poter rivivere quei momenti attraverso la memoria. Respiri l’aria, profumata di neve o di bosco. Assaggi il sudore che scende dalla fronte, il magnesio che si stacca dalle mani o la neve che rimbalza ai colpi della piccozza.
È solo una montagna, eppure c’è la vita.