Vai Tranquillo! Arrampicare al Bostel e nella vita.

Dopo la scalata al Bostel sulla via Disequilibrio, ho voluto chiedere a Tranquillo Balasso qualche aneddoto sull’apertura di questa salita e allora l’ho contattato per avere informazioni. Ma si sa, un aneddoto tira l’altro e Tranquillo ha arricchito il suo racconto con altre vie e pensieri.Una parte di questo racconto te lo voglio riportare qui.Continua a leggere “Vai Tranquillo! Arrampicare al Bostel e nella vita.”

Una classica del Cengio: la Via dei 4 Gatti

Chiamatela classica o come volete, la Via dei 4 Gatti al Monte Cengio è da fare almeno una volta nella vita. Innanzitutto perché è vicina alla brutta frana che ha trafitto il cuore della famosissima Via degli Eroi, distruggendone una parte: il che riduce ipoteticamente la permanenza delle vie vicine, anche se mi auguro assolutamenteContinua a leggere “Una classica del Cengio: la Via dei 4 Gatti”

Una via per diamanti pazzi che vogliono brillare

Siamo cresciuti con la convinzione inculcata dalla scuola, dai genitori e dai film, che sopra le nostre teste ci sia il cielo. No, sopra le nostre teste ci sono tante cose, tra cui un caschetto, una parete di roccia e una cima. Quando arrivi al cielo, solo allora puoi dire che sopra di te c’è un mare d’aria con colori straordinari, che riesci a toccare senza accorgertene e che ci unisce, nonostante tutto e se anche non lo vogliamo.

A Giancarlo Milan: una via sul Monte Cengio

Piccole Dolomiti, ma grandi storie. E una di queste è quella della via d’arrampicata sul Monte Cengio dedicata a Giancarlo Milan.Quando oggi io e il mio compagno di cordata PG siamo arrivati all’attacco, notiamo subito la piastrina con il nome, ci fermiamo, disfiamo le nostre doppie e parto per l’avventura. La via è stata apertaContinua a leggere “A Giancarlo Milan: una via sul Monte Cengio”

In bilico sul granito della Salina

Non avevo mai arrampicato sul granito. Ora l’ho fatto. Potrei concludere qui questo articolo, dato che chi conosce bene il mondo dell’arrampicata e i tipi di roccia riuscirebbe a trarre le giuste conclusioni, ma perché mai? Sfrutto questo spazio per raccontarti di questa nuova falesia, che, come spesso mi accade, ho scoperto perdendomi sulla mappaContinua a leggere “In bilico sul granito della Salina”

Il Noce e i tempi dell’alpinismo che cambiano

La strada di ritorno dalla cima del Cevedale mi sembra più lunga dell’andata e molti di noi (tra cui io, ovviamente) siamo stremati. All’uscita siamo circa 30 tra istruttori e allievi del corso CAI A1, ma ci siamo divisi spontaneamente a gruppetti tra chi è più veloce e chi è più lento. Davanti a meContinua a leggere “Il Noce e i tempi dell’alpinismo che cambiano”

Per una gazza ladra Mario perse la corda.

Era una giornata come un’altra al Cengio, mi raccontarono Mario e Elena: stavano chiodando una via, una delle tante su queste pareti a strapiombo sulla valle, quando accadde il fatto. Era notte o un silenzioso giorno, qualcuno si aggirava lungo il sentiero, vide una corda e decise di portarsela via.Da allora nessuno la vide più,Continua a leggere “Per una gazza ladra Mario perse la corda.”

Andata e ritorno, sempre in salita!

Il cielo è limpido e il sole abbagliante. La temperatura del mattino ci fa vestire col piumino, ma a più strati, perché sappiamo che sulla parete sud del Sojo Bostel il sole riscalda animi e pelle. Parcheggiamo al solito tornante, percorriamo qualche metro su strada asfaltata e ci incamminiamo lungo il sentiero di avvicinamento. NonContinua a leggere “Andata e ritorno, sempre in salita!”

Attenzione, Divieto di caccia al Bostel!

Al primo tiro ascolti il rumore metallico della corda che batte contro una targa gialla, una di quelle che trovi solitamente nei boschi per avvisarti che lì non puoi cacciare. E infatti in quella targa c’è scritto “Divieto di caccia“, ma non è solo un monito. È il nome della nostra via di oggi alContinua a leggere “Attenzione, Divieto di caccia al Bostel!”

Punto la cima bianca

I sensi si arricchiscono di esperienze.
In montagna ascolti storie, conosci leggende, in prosa o viventi. Le superfici variano e il tatto rivive nel freddo e nel calore, nel liscio e nel ruvido, nel dolore e nel riposo. Gli occhi raccolgono immagini indimenticabili e le immagazzinano nella mente, per poter rivivere quei momenti attraverso la memoria. Respiri l’aria, profumata di neve o di bosco. Assaggi il sudore che scende dalla fronte, il magnesio che si stacca dalle mani o la neve che rimbalza ai colpi della piccozza.
È solo una montagna, eppure c’è la vita.

La montagna ai tempi del coronavirus

La montagna al tempo del coronavirus diventa rifugio. No, non può essere: un rifugio la montagna lo è da sempre, e per vari motivi, dai più scontati ai più bizzarri. Come viene vista, allora, la montagna in questi tempi di allarmismo? Nessuno se ne preoccupa. Perché lì, il coronavirus, non arriverà mai. E non perContinua a leggere “La montagna ai tempi del coronavirus”