Conosci la storia del marchio di scarpette d’arrampicata EB?

Siamo negli anni ’30 e Pierre Allain, un giovane scalatore parigino, si appassiona all’arrampicata sui massi di Fontainebleau.
Si rende presto conto di ottenere risultati decisamente migliori con le scarpe da basket rispetto alle ‘Grosses’, le scarpe utilizzate in alpinismo.


Tuttavia la resistenza delle scarpe da basket, in particolare sui lati, si rivela ben presto insoddisfacente: è costretto a rinforzarle da solo con pezzi di gomma. A ciò si aggiunge la mancanza di precisione dovuta alla loro forma troppo arrotondata e troppo larga.

Allain e Edmond Bourdonneau, maestro calzolaio e creatore di scarpe, in particolare di scarpe da ginnastica, si incontrano. Allain, rendendosi conto di aver ottenuto il massimo dalle sue scarpe, chiede a Bourdonneau di modificare quelle da ginnastica di sua produzione per adattarle all’arrampicata su roccia, in particolare sui massi di Fontainebleau.

Pierre Allain


[“Ritratto di Pierre Allain, la «très pure lumière du rocher» (purissima luce della roccia), nel quale tutte le generazioni concordano nel riconoscere il padre dell’alpinismo moderno.
Pierre Allain riceve la Legion d’Onore dalle mani di Marcel Ichac. A Fontainebleau ritrova i compagni di arrampicata della sua giovinezza. Alcune immagini tratte da un filmato d’archivio mostrano Pierre Allain mentre esegue dimostrazioni di tecniche di arrampicata sui massi di Fontainebleau.
Pierre Allain ricorda che, negli anni ’30, a Fontainebleau c’erano soltanto poche decine di arrampicatori. Si arrampicava per il piacere di farlo, senza alcuno spirito competitivo.
Negli anni ’30 Pierre Allain era un punto di riferimento e avanzava moltissime proposte, anche se non sempre veniva seguito. Dovette rimandare al 1935 il tentativo di salita della parete nord dei Drus, dopo non aver trovato nessuno disposto ad affrontarla con lui nel 1933. Riuscì poi nell’impresa insieme a Raymond Leininger.
A Pierre Allain si devono numerose innovazioni tecniche riguardanti l’equipaggiamento degli alpinisti, tra cui l’invenzione del sacco a pelo, della giacca in piumino, del moschettone leggero, del discensore e della prima scarpetta da arrampicata.
Dopo la guerra, Pierre Allain, Jacques Poincenot, Guy Poulet e René Ferlet intraprendono la scalata della Torre Eiffel.”

© Imineo Documentaires]

Nel 1949, con l’aiuto di un calzolaio, progetta una scarpa specifica per l’arrampicata: la PA. Il duo inizia a rifornire qualche arrampicatore alla ricerca di nuove sensazioni e Allain riesce a vendere numerose scarpe nel suo negozio di articoli sportivi in rue Saint Sulpice a Parigi.

Le PA si impongono rapidamente a Fontainebleau e sostituiscono le altre calzature. Su richiesta degli scalatori inglesi, le PA vengono utilizzate sempre più spesso nelle falesie. 

PA

A seguito di una controversia commerciale, Allain e Bourdonneau si separano: Allain mantiene il proprio marchio e Bourdonneau il modello di scarpa.

Bourdonneau, maestro calzolaio, rileva l’attività di Allain e del calzolaio.
Continua la produzione delle scarpette da arrampicata, che da quel momento in poi avranno le iniziali EB (Edmond Bourdonneau) su un pezzo di pelle rotondo.
È la prima volta che un marchio viene apposto su una scarpa da arrampicata: una svolta fondamentale nella storia di questo prodotto.

calzoleria Bourdonneau


La calzoleria Bourdonneau è composta da quattro locali: all’ingresso il negozio, sul retro un locale per la moglie, incaricata della cucitura, e altri due locali, uno per il taglio e uno per il montaggio delle suole in gomma. L’attività di Fontenay-aux-Roses rimase aperta per oltre 20 anni.


Nel 1950 nasce così il marchio EB (Edmond Bourdonneau). Senza una rete di distribuzione, Bourdonneau fa il giro dei negozi di articoli sportivi parigini per proporre scarpe da arrampicata ideali per Fontainebleau. Incontra Roger de Rorthays di Au Vieux Campeur e Gilbert Merlin di La Cordée, che ci credono e propongono a Edmond Bourdonneau di vendere le sue scarpe nei loro negozi.

Nel 1967 le EB fanno il loro ingresso nel famoso catalogo del Vieux Campeur. La descrizione recita: “scarpetta da arrampicata speciale Gratton”. Il prodotto viene venduto all’epoca a 47 franchi…

Nel 1968 il modello EB porta ormai il leggendario nome SUPER GRATTON. È in concorrenza con altri due modelli francesi dei marchi René DESMAISON e GALIBIER.

SUPER GRATTON

Il modello di punta delle EB, le SUPER GRATTON, si diffonde a Fontainebleau e nelle falesie, oltre che per le vie lunghe.

Negli anni ’70 si assiste a un vero e proprio boom dell’arrampicata in tutto il mondo. Le EB vengono anche esportate, in particolare nel Regno Unito e negli Stati Uniti, al punto che i principianti in Francia pronunciano EB all’inglese, “ibiiz”. 

Questo successo nell’esportazione vale al marchio due volte il premio Lauriers d’or de l’exportation.

In quel periodo il marchio EB è il leader mondiale acclamato da tutti gli scalatori. 45 anni dopo, Super Gratton rimane ancora nella memoria di molti scalatori e alpinisti.

Al ritorno da un meeting, organizzato dal British Mountaineering Council nel 1973 dedicato all’arrampicata in Galles, in compagnia di arrampicatori britannici, Jean-Claude Droyer si rende conto che dall’altra parte della Manica le Super Gratton riscuotono un consenso unanime.

In Francia l’arrampicata si pratica ancora con scarpe pesanti, dotate di suole Vibram, mentre le scarpette da arrampicata con suola liscia vengono utilizzate solo a Fontainebleau.

Jean-Claude Droyer, grande sostenitore dell’arrampicata libera, fa scalpore nel 1975 scalando la Torre Montparnasse, appena costruita. Per affrontare questa sfida porta con sé un paio di Super Gratton. Le scarpette gli garantiscono tutta l’aderenza necessaria per compiere, insieme al suo compagno di cordata, la scalata della Torre Montparnasse e le foto dell’impresa fanno il giro del mondo.

In seguito all’evento, Edmond Bourdonneau contatterà Droyer e gli proporrà di fornirgli scarpette da arrampicata a vita.

Nel 1992 Jean-Claude Delubriac, all’epoca subappaltatore in Dordogna di calzature sportive come quelle da boxe e da golf, scopre il marchio EB, ormai inattivo. Acquisisce il marchio e lavora nei fine settimana su questo nuovo prodotto che non conosce ancora bene. Le competenze acquisite nel corso di una lunga esperienza nel settore calzaturiero gli consentono di disegnare e mettere a punto le sue prime collezioni di scarpette.

Parallelamente, sviluppa la propria linea di produzione nei pressi di Périgueux. Il suo primo cliente a Périgueux lo accoglie a braccia aperte, poi alcuni rivenditori di Bordeaux gli accordano la loro fiducia. L’inserimento nel catalogo di Le Vieux Campeur, alcuni anni dopo, segna una svolta nello sviluppo di questa piccola impresa. 

Jean-Claude Delubriac non dimenticherà mai quel primo incontro con i due acquirenti e i tre venditori-consulenti. Cinque ore di colloquio, le più impegnative di tutta la sua avventura nel mondo delle scarpette da arrampicata.

Delubriac, tenace, ogni due fine settimana segue le diverse competizioni di arrampicata in tutta la Francia e finisce per imprimere nella mente di tutti la rinascita delle EB.

Nel 1995 il marchio EB inizia a espandersi a livello internazionale. Il Belgio diventa il suo primo paese di esportazione. Seguono i paesi scandinavi e quelli confinanti.

EB si avvale della collaborazione di podologi dello sport ed è così che nel settembre 1999 nasce il modello SYNTHESE. Il secondo prodotto derivante dal progetto, il PROTO, viene lanciato nel 2000. Da questi studi nascono prodotti più tecnici e più potenti sia in punta che ai lati.

Parallelamente la disciplina in Francia si diffonde e diventa accessibile a tutti grazie alle palestre di arrampicata. Queste ultime portano l’arrampicata nelle città e consentono a chiunque di provare nuove emozioni. Il numero di praticanti aumenta e la disciplina si democratizza.

Nel 2002 la PMI Raoul Lalet, produttore francese di calzature, acquisisce la società EB e nomina Delubriac alla direzione.

Raoul Lalet investe diverse decine di migliaia di euro per produrre le prime scarpette destinate all’avvicinamento all’arrampicata. Il processo produttivo prevede l’iniezione di gomma ad alta temperatura, garantendo la massima semplicità d’uso e il massimo comfort. Queste scarpette sono progettate specificamente per avvicinarsi all’arrampicata  su struttura artificiale.

Frédéric Tuscan, vicecampione del mondo in carica, entra a far parte del team EB. Progetta il modello Wolverine, che sarà la prima scarpetta da arrampicata venduta nei negozi ancora prima del suo lancio ufficiale. Delubriac gli affida molto presto la gestione della comunicazione del marchio.

Nel 2004 i migliori arrampicatori francesi del momento, Stéphane Julien, Gérôme Pouvreau, Loïc Gaidioz, Juliette Danion, Charlotte Durif, Michael Fuselier e Florence Pinet entrano a far parte del team EB.

Nel 2007 Delubriac va in pensione nel suo amato Périgord. Oggi si dedica alla sua nuova passione: l’equitazione.

Passa il testimone a Frédéric Tuscan, che crea 9a Climbing.

Fred Tuscan si allena sulla parete da arrampicata situata all’interno della sede di 9A — Foto: EB

EB cambia proprietà ed entra nell’orbita di 9a Climbing, società creata e diretta da Tuscan. L’azienda progetta, produce e distribuisce scarpette da arrampicata con il marchio EB.

EB, primo storico marchio di scarpette da arrampicata, festeggia i suoi 60 anni e organizza il primo raduno EB ON Ze ROC nella celebre falesia del Cimaï, a Toulon. Il successo della prima edizione porta all’organizzazione di una seconda, sempre a Cimaï. La gamma di scarpette EB, completamente rinnovata, viene riposizionata nel segmento di alta gamma. 

L’Avatar, modello orientato alle prestazioni, diventa così il fulcro di questa nuova strategia.

Parallelamente la società 9a Climbing esplora da pioniera il mercato delle palestre. Crea così la prima gamma di scarpette da arrampicata progettata specificamente per i gruppi che si avvicinano a questa attività a scuola, nei club o nelle palestre di arrampicata private. 

Questa gamma è oggi commercializzata con il marchio 6a e si posiziona nel mercato delle scarpette da arrampicata destinate alle collettività. 9a Climbing cura lo sviluppo dei marchi EB, 6a, IBBZ e Rock Technologie.

Per mettere direttamente i propri prodotti alla prova degli utilizzatori, EB organizza un tour nelle palestre di arrampicata chiamato EB ON Ze ROAD. In questo modo gli arrampicatori possono provare le scarpette EB e condividere le proprie impressioni.

Nel 2013 l’export si diffonde in Europa e in Asia, anche grazie alla fiera di Friedrichshafen, in Germania.

Nel 2014, dopo sei anni di ricerca e sviluppo, EB riesce a mettere a punto una nuova forma rivoluzionaria che combina tecnicità e comfort. Una forma sulla quale è possibile sviluppare nuovi modelli.

Il primo a utilizzare questa forma è il Django. Offre la massima precisione in punta, sensibilità e un comfort sorprendente.

Da sottolineare inoltre che EB lancia contemporaneamente la prima scarpetta da arrampicata da donna della sua storia con la versione Django Woman, che riprende tutti i punti di forza del modello maschile con un design femminile.

Seb Bouin, uno dei più importanti arrampicatori francesi in falesia, entra a far parte del team EB.

Nel 2015 la scarpetta da arrampicata Guardian arriva sul mercato e ottiene un notevole successo. Molti arrampicatori del team EB decidono infatti di utilizzarla. La gamma EB si diversifica e vengono realizzate delle guide per aiutare gli arrampicatori a scegliere le scarpette da arrampicata, ma anche a farle durare più a lungo e a preservarle nel modo corretto.

Nel 2016 il team EB riunisce ormai numerosi arrampicatori e arrampicatrici. Per questo motivo EB decide di organizzare ogni anno un raduno del team durante un fine settimana, scegliendo ogni volta una falesia diversa. Nel 2016 è il turno della falesia di Cantobre, nell’Aveyron.

Nel 2017 è a mouriés che gli arrampicatori del team vengono invitati a fare una “moisson de croix”.

Il 2018 inizia con il lancio di un modello molto atteso dagli arrampicatori più esigenti: il Sentinel. Il raduno alla falesia di Mollans permette a tutti gli arrampicatori del team di apprezzare Sentinel su vie che richiedono una precisione estrema.

Nello stesso anno Seb Bouin arriva vicinissimo a chiudere Move a Flatanger, ma riesce invece a chiudere “les yeux plus gros que l’antre”, 9a+/b, a Russan.

Nel 2019 9a Climbing festeggia i suoi 10 anni e per l’occasione tutti gli atleti del team EB vengono invitati a un raduno speciale a Satan, nell’Isère, per condividere insieme la passione per l’arrampicata, ma anche per presentare le novità del marchio e il futuro dell’azienda. È così che gli arrampicatori provano e riprovano Nebula, nuova scarpetta della gamma che verrà lanciata alcuni mesi più tardi.

Il 2020 è un anno particolare. Diverse fiere dedicate agli sport outdoor vengono annullate a causa del covid-19. Nonostante ciò, nel 2020 arrivano sul mercato due nuovi modelli di scarpette da arrampicata EB.

Il primo è Red, pensato soprattutto per il boulder e le vie sportive brevi. Il secondo è lo Strange, la nuova scarpetta EB con chiusura a lacci.

Il 2020 vede inoltre il lancio di un nuovo sito dedicato alla risuolatura delle scarpette da arrampicata, realizzata con la gomma ad alte prestazioni Daytona.

Ringraziamenti a

JM BLANCHE, P CHAROUSSET, JC DELUBRIAC, JC DROYER, JB TRIBOUT, GM BOURDONNEAU

[Traduzione dell’articolo Historique de la marque EB]

Ma scopriamo insieme di più su Pierre Allain.

“Padre dell’alpinismo moderno

Saint-Martin-d’Uriage può vantarsi di essere stato il paese d’adozione del ‘primo alpinista moderno francese’, Pierre Allain (1904-2000). 

Allain scopre l’alpinismo sulle Alpi negli anni Venti e Trenta. Il suo approccio privilegia l’arrampicata libera, con l’obiettivo di raggiungere le cime attraverso vie dirette, rapidamente, con coraggio ed eleganza. Questo agile arrampicatore comprende presto che, per spostare sempre più avanti i limiti dell’impossibile in montagna, l’allenamento e l’attrezzatura sono fondamentali.

È l’ideatore di numerose innovazioni e migliorie tecniche: attrezzature da bivacco, moschettoni leggeri, scarpette da arrampicata, discensori e décrocheurs.

Nel 1936 guida la prima cordata francese sull’Himalaya, nella spedizione all’Hidden Peak, nel Karakorum. Nel 1963 si stabilisce a Saint-Martin-d’Uriage e si dedica al perfezionamento e alla produzione di attrezzatura tecnica. 

Pierre Allain nasce il 7 gennaio 1904 a Mirebeau, nel dipartimento della Vienne. Studente portato per la matematica, ma anche dotato di una grande abilità manuale, diventa operaio tornitore, elettricista, sarto e infine inventore. 

È durante alcune vacanze sulle Alpi, negli anni Venti, nel massiccio di Allevard, che scopre la montagna. Inizialmente percorre i sentieri escursionistici della cosiddetta ‘montagne à vaches’.

Maurice Paillon e poi, nel 1930, l’amico Robert Latour gli fanno scoprire l’arrampicata nelle foreste di Fontainebleau, vero e proprio laboratorio dell’arrampicata di altissima difficoltà. Entra così a far parte del Groupe de Bleau, insieme, tra gli altri, a Marcel Ichac, Pierre Chevalier, Jean Deudon, Raymond Gaché, Alain Le Ray e Jacques Boell. 

Pierre Allain a Fontainebleau.

Arrampicatore estremamente agile, Pierre Allain affronta la sua prima vera stagione alpinistica sulle Alpi insieme a Robert Latour nel 1930. Da quel momento accumula ascensioni e prime assolute (ne realizzerà 25) in Vanoise, nella zona di Chamonix e nel massiccio degli Écrins.

1931: ascensione della Dent Parrachée. Una spedizione memorabile per la lunga notte trascorsa in un crepaccio, durante la quale Pierre Allain ha modo di riflettere sui miglioramenti da apportare all’attrezzatura da bivacco.

1932: prima grande ascensione: la traversata Charmoz-Grépon.

1933: prima ascensione della cresta sud-ovest dell’Aiguille du Fou con Robert Latour. Invenzione del moschettone asimmetrico e primi test a Fontainebleau delle sue scarpette morbide.

1934: prima ascensione della cresta sud-ovest del Pic Sans Nom con Jean Vernet e Jean Charignon e prima ascensione della parete sud della Meije fino al Glacier Carré con Jean Vernet e Jean Leininger. 

1935: realizza la prima ascensione della parete nord del Petit Dru con Raymond Leininger, senza ramponi, senza scarponi da montagna e utilizzando una corda di canapa di appena 7 mm di diametro. Il racconto di questa prima ascensione fa il giro d’Europa.

Successivamente apre una direttissima sulla parete sud della Meije, partendo dal Glacier Carré, ancora con Raymond Leininger, completando la via iniziata nel 1934. Queste due vie incarnano il passaggio verso l’arrampicata moderna.

Realizza inoltre la prima ascensione della parete est della Dent du Caïman con Raymond Leininger. 

Nello stesso anno Pierre Allain pubblica il suo primo libro: La face nord de l’Aiguille du Dru (“La parete nord dell’Aiguille du Dru”).

Tra il 1934 e il 1935 Pierre Allain, ex operaio, apre a Parigi, all’8 di rue des Ciseaux, un negozio nel quale vende attrezzature da montagna di sua invenzione. 

«Mi dedicavo a perfezionare i dettagli, a migliorare lo zaino, a creare abbigliamento specifico e attrezzatura da bivacco, a limare 100 grammi qui, 50 là. Mi sembrava che, avendo così messo tutte le carte migliori dalla mia parte, fossi invulnerabile.»
Pierre Allain

Sempre nel 1935, la spedizione francese nel Caucaso testa la sua attrezzatura da bivacco: sacco a pelo con compartimenti in piumino, gilet imbottito in piumino, materassino gonfiabile, giacca con cappuccio in seta e pied d’éléphant (“piede d’elefante”, un sacco imbottito corto per la parte inferiore del corpo). 

Pierre Allain sulle Alpi – ©chateauduriage.wordpress.com

Nel 1936 Pierre Allain parte per il Karakorum, dove guida la cordata della prima spedizione francese sull’Himalaya. Con lui partecipano all’avventura Jean Leininger, Marcel Ichac e Jean Charignon.

La cordata d’attacco all’Hidden Peak, alto 8.068 metri, raggiunge quota 6.850 metri, ma è costretta ad abbandonare l’ascensione a causa di una tempesta provocata dal monsone, arrivato con tre settimane di anticipo. 

1937: prima ascensione della cresta est della Dent du Crocodile con i fratelli Jean e Raymond Leininger e prima ascensione della cresta nord-est dei Grands Charmoz con Yves Feutren.

1938: prima ascensione del Doigt de l’Étala ai Petits Charmoz insieme a Jean Leininger. Tenta inoltre lo sperone Walker alle Grandes Jorasses (una delle grandi sfide per gli alpinisti europei dell’epoca) con Raymond Leininger. Lo sperone sarà conquistato pochi giorni dopo dagli italiani guidati da Riccardo Cassin.

La Seconda guerra mondiale segna una pausa nelle grandi ascensioni. 

1940-1944: Pierre Allain inventa il discensore, che inizialmente assume la forma di una sorta di forcella, e successivamente il celebre décrocheur, un gancio a molla.

Nel 1941 lavora in Algeria al cantiere della ferrovia Mediterraneo-Niger, progetto successivamente abbandonato. Nel 1943 si trova a Chamonix e nel 1944 partecipa alla Liberazione della valle dell’Arve.

1945: traversata delle Aiguilles de Chamonix, dal Plan ai Grands Charmoz, insieme a Guy Poulet. Utilizza il décrocheur.

1946: terza ascensione dello sperone Walker alle Grandes Jorasses con Guy Poulet, René Ferlet e Jacques Poincenot.

L’appel des cimes (“Il richiamo delle vette”), reportage sull’arrampicata e sull’alpinismo del dopoguerra con Pierre Allain, 1946. 

1947: prima ascensione della parete sud-ovest del Cardinal con F. Aubert, Auguste Fix e J. Rousseau. Prima ascensione della parete ovest della Blaitière con Auguste Fix in testa alla cordata.

Il passaggio chiave di questa ascensione, una fessura strapiombante con bordo svasato, raggiunge il massimo grado di difficoltà dell’epoca, il VI superiore. Durante la seconda ascensione, Lionel Terray e Louis Lachenal confermano che, per difficoltà su roccia, questa via superava tutto ciò che era allora conosciuto nel massiccio del Monte Bianco. 

Nello stesso anno, insieme ai tre compagni Jacques Poincenot, Guy Poulet e René Ferlet, scala la Torre Eiffel e stabilisce il record di discesa in corda doppia. Il primo piano della torre si trova a 115 metri. Un film di Alain Pol racconta l’impresa: À l’assaut de la Tour Eiffel (“All’assalto della Torre Eiffel”). 

Nel 1949 Pierre Allain pubblica la sua opera di riferimento, Alpinisme et compétition (“Alpinismo e competizione”), presso Arthaud, ristampata nel 1978, 1987, 1999 e 2008.

1950: Pierre Allain non può partecipare alla spedizione all’Annapurna per motivi di salute. Il suo compagno del Groupe de Bleau Marcel Ichac sarà l’unico ‘veterano’ della spedizione nel Karakorum del 1936 a partire per l’Annapurna.

Nello stesso anno Allain realizza la prima ascensione della cresta nord-ovest dei Grands Charmoz con Marcel Schatz, membro della spedizione all’Annapurna.

Nel 1956 pubblica L’art de l’alpinisme (“L’arte dell’alpinismo”). 

Uomo modesto e prima di tutto artigiano, Pierre Allain rifiuta la presidenza del Groupe de haute montagne (GHM), che riunisce l’élite dell’alpinismo francese e, più in generale, mondiale.

Nel 1963 Pierre Allain lascia Parigi e si trasferisce definitivamente sulle Alpi, a Saint-Martin-d’Uriage. Dedica il proprio tempo alla produzione e al perfezionamento di attrezzature tecniche: moschettoni leggeri, scalette da speleologia e altro materiale, che realizza personalmente utilizzando macchinari progettati da lui stesso.

Dalla sua officina escono allora oltre 30.000 moschettoni all’anno. 

«Un ciuffo di capelli ribelli che continua ostinatamente a drizzarsi, il passo di un giovane, mani che raccontano una vita, occhi maliziosi che si rifiutano di invecchiare: questo è Pierre Allain oggi.»
Yves Ballu, La Montagne et Alpinisme, n. 1, 1974

Nel 1984, all’età di 80 anni, scala la via Boell all’Aiguille Dibona insieme al figlio Paul. Era ancora in grado di rimanere appeso con una sola mano a una sbarra, fischiettando.

Pierre Allain viene insignito della Legion d’Onore, che riceve dalle mani di Marcel Ichac.

Fino al suo pensionamento ufficiale, a 90 anni, continua a produrre da solo moschettoni e scalette da speleologia al piano terra della propria abitazione, trasformato in officina.

Pierre Allain muore a Saint-Martin-d’Uriage il 19 dicembre 2000. Il suo nome viene dato alla palestra comunale, situata a pochi passi dal castello. 

Pierre Allain – ©chateauduriage.wordpress.com

Innovazioni e miglioramenti tecnici

Moschettone leggero e discensore

Pierre Allain ha segnato la storia dell’arrampicata e dell’alpinismo non soltanto grazie alle sue imprese, ma anche per il suo spirito innovativo. Tra le sue principali invenzioni e migliorie troviamo: 

  • L’attrezzatura da bivacco in piumino: sacco a pelo in piumino (il principio del sacco a pelo esisteva già), pied d’éléphant, cappuccio da bivacco e giacca in piumino. Pierre Allain sviluppa questa attrezzatura intorno al 1935, dopo una terribile notte trascorsa in un crepaccio nel 1931 sotto la Dent Parrachée. Queste soluzioni vengono successivamente riprese da diversi produttori. 
  • Il moschettone asimmetrico in lega leggera, realizzato in duralluminio e del peso di 65 grammi invece di 140, con un miglioramento del sistema a molla, sviluppato nel 1933. Il moschettone esisteva già ed era stato utilizzato per la prima volta nell’alpinismo nel 1910 da Otto Herzog. Il moschettone Allain, tuttavia, aveva una resistenza insufficiente per l’arrampicata libera. 
  • La scarpetta da arrampicata “PA”, denominata con le iniziali del suo inventore, dotata di una suola liscia in gomma. Tra gli arrampicatori la PA, più adatta alle crescenti difficoltà tecniche dell’arrampicata, finisce per sostituire la rigida suola Vibram dell’italiano Vitale Bramani, consentendo di affrontare un grado di difficoltà superiore. Diventa così l’attrezzatura standard per l’arrampicata su roccia (varappe), migliorando e poi sostituendo le espadrillas. Ideata nel 1935 e commercializzata nel 1948, viene ampiamente copiata a causa dell’assenza di un brevetto. 
  • Il discensore, sviluppato nel 1943. Fino ad allora le discese in corda doppia venivano effettuate facendo passare la corda tra le gambe e sopra la spalla, con il cosiddetto rappel en S (discesa a S), provocando sfregamenti e ustioni. Il discensore elimina questi inconvenienti. Inizialmente accolto con diffidenza, dopo essere stato modificato da un altro produttore diventa uno strumento indispensabile negli anni Sessanta. 
  • Il décrocheur (dispositivo di sgancio): questo sistema consente di effettuare discese in corda doppia di 60 metri utilizzando l’intera lunghezza della corda, evitando di doverla raddoppiare. La corda, annodata a un gancio a molla, rimane bloccata grazie alla tensione esercitata dal peso dell’alpinista durante la discesa. Quando l’arrampicatore libera la corda dal proprio peso, il dispositivo cade insieme alla corda. Su una parete verticale, però, il solo peso della corda è sufficiente a mantenere chiuso il gancio: in questo caso occorre alleggerire la tensione sulla corda con un movimento del polso per recuperare il dispositivo. A causa della complessità del suo utilizzo, questo sistema, pur essendo efficace, non ha mai incontrato grande popolarità tra gli alpinisti.”

[Traduzione dell’articolo «La purissima luce della roccia»: Pierre Allain, alpinista innovatore]


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