Mandrea – Valle del Sarca
Apritori: Giuliano Stenghel e Maurizio Giordani nel 1979.
È un itinerario molto logico e pur essendo in alcuni tratti da poco a molto friabile, rappresenta una linea bellissima che si sviluppa per gran parte su diedri fessurati. L’uscita della via su due lunghezze presenta dei tratti molto friabili, ma superabili tranquillamente facendo attenzione. La chiodatura è tradizionale ed è molto ridotta tranne nel diedro del quinto tiro, dove il passo di VII o A0 presenta diversi chiodi su circa due metri. Le soste (tranne le ultime due) sono attrezzate con chiodi, cordoni, spit.
DIFFICOLTÀ
La via è R3
La difficoltà è V+, VI+, un passo in A0 o VII in libera
SVILUPPO: 215 metri senza lo zoccolo (in comune con il Gabrielli), 8 lunghezze
ESPOSIZIONE
Sud-est, la seconda parte è in ombra dalla tarda mattinata.
Una bellissima via storica che consiglio. È da proteggere, quindi sono necessari una serie di friend (da 0.4 a 3 Camalot) e cordini per le soste e per le ultime due lunghezze.
Avvicinamento: 15/20 minuti [Seguire le indicazioni per “Laghel”. Attraversare un uliveto e in corrispondenza di un bivio, dove sulla destra c’è una chiesetta bianca, svoltare a sinistra e seguire la strada che ora diviene molto ripida e successivamente sterrata. Parcheggiare al termine della strada (sbarra) in corrispondenza di un crocefisso in legno e di una fontana in cemento (evitare di invadere proprietà privata).
Percorrere la mulattiera a fianco del crocefisso per poche decine di metri, abbandonarla e proseguire per tracce puntando alla base dell’evidente Pilastro Gabrielli. Alla destra della verticale del Pilastro si trova una rampa erbosa (bolli rossi). Alzarsi pochi metri, indi traversare a destra fino ad una grossa pianta in corrispondenza di una placca con corda fissa. Si risale tutta la placca per poi obliquare a sinistra fino alla terrazza alla base del pilastro (fonte sassbaloss.com)].
Ritorno: 40 minuti in discesa per sentiero.











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