“Sono state delle belle giornate passate insieme ad amici: ci siamo sentiti fortunati ad aver condiviso dei bei momenti insieme!”
Sono le parole di Lorenzo Dal Santo, che con Andrea Conforto hanno aperto nel settembre 2022 la via Fortuna sulla bastionata orientale del Monte Cengio.
È una via R2 con una difficoltà massima di VII, poco protetta in alcuni tratti, ma facilmente proteggibile con friend.
È un itinerario insolito in questa parete, selvaggio. È una linea che richiede un tipo di arrampicata atletica su diversi passaggi e che presenta diedri, placche e fessure.

Oggi arrampico con Federico e il mitico Tranquillo Balasso, che dopo una settimana di mare con i nipoti ha voglia di rimettere mano sulla sua amata roccia.
Il primo tiro inizia subito con un passo di VII per superare lo strapiombo e continuare su una placca e poi su un diedro, fino a una sosta prima del traverso a sinistra che però Federico ha evitato.


Il terzo tiro è su fessura (facile) fino a un tetto da aggirare a destra: questo è un passo di VII-. Le prese e gli appoggi ci sono, ma dopo un movimento di lato sotto il tetto su un tratto esposto, la risalita non è banale e vedere dove mettere le mani e i piedi potrebbe richiedere qualche movimento in più.

L’ultimo tiro ha un altro passo di VII e l’arrampicata è ancora su fessura.

La roccia è molto buona e salire questa via è stato davvero piacevole.
Un difetto? È troppo corta! Se Lorenzo e Andrea si fossero trovati una parete così, alta il doppio o il triplo, chissà che itinerario sarebbe uscito!
Quindi speriamo che questi ragazzi trovino altre zone nei dintorni su cui divertirsi (ho sentito parlare di una via sul Campolongo, giusto Lorenzo?).
Ma la brevità potrebbe giocare a favore di chi ha poco tempo e ha voglia di fare un bell’allenamento in meno di mezza giornata.
Quindi… buona Fortuna!

P.S.
La fortuna di condividere una o più esperienze con persone che conosci appena o da una vita, ti porta a legarti con loro in modo permanente. Poi puoi litigarci, non parlarci più o perderle di vista, ma queste persone hanno già lasciato un segno nella tua vita. Qualcuno (e so che leggerà questo articolo) mi ha detto che la cosa più importante è portarsi a casa il risultato. Certo, ma anche se scali una via in solitaria, nello zaino, oltre all’obiettivo raggiunto, c’è sempre il posto per chi o cosa sta al tuo fianco e dentro di te fino alla vetta.
Quando arrivi in cima puoi non voltarti a guardare il panorama, ma perfino l’aria che respiri in quel momento va oltre il risultato. E se al di là di questo c’è anche una stretta di mano, sono certa che la percezione dell’obiettivo raggiunto è ancora più forte e ti tocca l’anima, che a ogni cima si libera.


Di’ la tua!