vie alpinistiche e sportive

se la montagna ti sceglie e tu scegli lei.

Via alpinistica Karl Unterkircher

SCOGLIO DI MEZZOGIORNO

Questa via alpinistica si sviluppa per 155 metri in 5 tiri (il secondo è possibile collegarlo al primo). Presenta una difficoltà di VII+ massimo con VI obbligatorio, R3 (possibilità di volo di 10 metri con probabile infortunio). È stata dedicata all’alpinista da cui prende il nome, morto sul Nanga Parbat, dai suoi amici Kehrer e Nones che aprirono la via nel 2008, ripresa nel 2019 da Matteo Slaviero (complimenti Tempesta!).

Se vuoi saperne di più, leggi qui l’articolo.

Alpinistica ma ben protetta, con soste a chiodi e alcune a spit (qui la relazione), questa via è adatta anche per chi ha iniziato da poco ad arrampicare. I primi tiri presentano alcuni passi non sempre intuitivi (come quello per arrivare alla prima sosta), ma la roccia è davvero ottima se pensiamo alla zona in cui ci troviamo. Si arrampica sempre: nessuno zoccolo o cengia erbosa da superare con noia.
Il ritorno prevede una o due calate.
Maggiori informazioni qui!

Consigliata, soprattutto se la si fa in ottima compagnia: grazie ai miei compagni di cordata Costina e Angela, e alla cordata che ci ha fatto compagnia alle soste con Ivo Maistrello, David e Gianluca.

E grazie soprattutto al gruppo Cai di Schio che ha organizzato questa fantastica uscita!

Grazie delle informazioni all Scuola di Alpinismo, Scialpinismo e Arrampicata libera Piccole Dolomiti.

Leggi l’articolo!

Via Maica (variante dei ciclamini)

PILASTRO DEL VAJO STRETTO

La via è stata aperta da Castagna, Roncolato e Bellotto il 18 maggio 1996.
Ha uno sviluppo di 250 metri e si trova sulla parete nord-est (più est che nord: per sapere tutto sull’esposizione e dove batte il sole, leggi qui)

Alpinistica ma ben protetta, con soste a chiodi e alcune a spit (qui la relazione), questa via è adatta anche per chi ha iniziato da poco ad arrampicare. I primi tiri presentano alcuni passi non sempre intuitivi (come quello per arrivare alla prima sosta), ma la roccia è davvero ottima se pensiamo alla zona in cui ci troviamo. Si arrampica sempre: nessuno zoccolo o cengia erbosa da superare con noia.
Il ritorno prevede una o due calate.
Maggiori informazioni qui!

Consigliata, soprattutto se la si fa in ottima compagnia: grazie ai miei compagni di cordata Costina e Angela, e alla cordata che ci ha fatto compagnia alle soste con Ivo Maistrello, David e Gianluca.

E grazie soprattutto al gruppo Cai di Schio che ha organizzato questa fantastica uscita!

Grazie delle informazioni all Scuola di Alpinismo, Scialpinismo e Arrampicata libera Piccole Dolomiti.

Leggi l’articolo!

Via Andata e ritorno

BOSTEl

La via è stata aperta da Tranquillo Balasso e Stelvio Frigo il 22 febbraio 2019.

La via Andata e ritorno sale il Pilastro dèa Klàusa a est del Sojo Bostel, attacca e sale circa trenta metri a destra di “…e ti tirano le pietre”.

La roccia non è sempre buona, ma la via è interessante, con un tiro a zig zag sulla parte alta dove è consigliato l’uso dei cordini. Il diedro finale è duro (azzerabile) ma è davvero fantastico, come il tiro che ho accennato sopra.

Si arrampica su ogni tiro. L’avvicinamento dura circa 10 minuto e il ritorno una ventina di minuti.

Le difficoltà vanno dal 4° al 5° due passi di 6° e un passo di A0 nel tiro finale, facilmente azzerabile*. Si può evitare il tiro finale con una variante facile a destra “la fuga del conejo” difficoltà 4°.

*A mio parere è difficile anche da azzerare per uno che fa il V/VI grado, ma non è impossibile. Mal che vada c’è l’uscita del coniglio, ma io consiglio l’originale!

Grazie delle informazioni al Gruppo Rocciatori Casarotto.

Via Prima

MONTE CENGIO

È una via aperta in artificiale da Franco Zuccollo con Renato Borgo e Armando Bonaguro il 22 dicembre 1974.

La via Prima si sviluppa per 110 metri in 4 tiri prevalentemente in placca, con due lunghezze aeree affascinanti… c’è da perdere la testa!

Mi è piaciuta tantissimo: qui devi saper mettere bene i piedi, sfruttare la tecnica, cogliere l’occasione per muoverti in tranquillità e bene. Mi sono divertita molto a scalarla e di certo la ripeterò. Noi abbiamo scelto come ultimo tiro il traverso 2 passi sul vuoto, dove ci sono appoggi e prese buoni, ma guardando in basso prende tutta un’altra piega (vedi la foto). Fantastico!

Difficoltà: VII- massimo (V+ obbligatorio), R2.

Grazie delle informazioni a Marco Toldo e Diego Dellai, guida Val d’Astico Verticale.


Via Oliunid

SOJO BOSTEL

È una via aperta da Tranquillo Balasso e Erminio Xodo il 15 ottobre 2018.

La via Oliunìd sale al centro (sud) del pilastro dei Dàmari, a est della parete del Sojo Bostel. Il sole c’è sempre, quindi è ideale da scalare anche in inverno.

È una via alpinistica molto bella, dove non si smette mai di arrampicare: qui incontri placca, strapiombi e traversi. È ben protetta, soste comprese. Qui non ci si annoia: la roccia è molto buona, anche se a volte può non apparire così. Ma fidati, è da provare!

L1 V; L2 IV+ ; L3 V+ ; L4 VI- un passo; L5 VI- un passo; L6 VII- un passo; L7 IV+; L8 V+ un passo. Difficoltà massima obbligatoria V.

Grazie delle informazioni a Gruppo Rocciatori Renato Casarotto.


Via Divieto di caccia

SOJO BOSTEL

È una via aperta da Tranquillo Balasso e Ivan Dal Corno il 17 giugno 2021.

“Via divertente, logica e su roccia solida, offre un’arrampicata di soddisfazione. L’itinerario si trova all’estremità sinistra della parete sud del Sojo Bostel e cento metri a destra della via Premiata Forneria. La via inizia a sinistra della parete color ocra ben visibile dal piccolo parcheggio dove si lascia l’auto.

L’itinerario merita di essere ripetuto per la qualità della roccia, la bella arrampicata che offre e per l’esposizione completa a sud che ne favorisce l’ascensione durante tutto il periodo dell’anno. E’ da preferire nei mesi invernali visto il semplice accesso e la discesa altrettanto breve e comoda.”

Le difficoltà massima per tiro di corda:
1^ VI°+(un passo); 2^ VI°+/VII°- (un passo); 3^ V°(un passo); 4^ IV°; 5^ II°; 6^ VII°(un passo); 7^ VI°(un passo); 8^ V°; 9^ II°.
Difficoltà massima obbligatoria V+. (I passi più difficili sono facilmente azzerabili).

Grazie delle informazioni a Gruppo Rocciatori Renato Casarotto.


Via LOLI

MONTE CENGIO

La via “Loli” sale la Terza Pala del Cengio nel settore meno verticale e rivolto a sud-est.

Le difficoltà massime sono concentrate in tre passaggi di VI- il resto IV e V.

L’itinerario è ben chiodato, (tutti chiodi normali), la roccia è ottima in certi punti, meno in altri, quindi fare attenzione (soprattutto nell’ultimo tiro, dove è presente in prevalenza erba), portare comunque per ogni evenienza qualche chiodo e dei friend medi.
N.B. L’ultimo tiro è un mix tra terriccio/erba e placca facile: meglio allungare bene i rinvii in certi punti, altrimenti c’è da tirare parecchio la corda.

Aperta da Tranquillo Balasso in solitaria dal basso, e terminata l’8/11/2013

1° ripetizione: Alberto Nicolin – Sergio Antoniazzi – Tranquillo Balasso;
2° ripetizione: Guido Casarotto- Tranquillo Balasso;
3° ripetizione: Giorgio Longo – Stefano Longo

Grazie delle informazioni a Gruppo Rocciatori Renato Casarotto.


Via Erica e alice

MONTE CENGIO

Spigolo Pilastro Occidentale, versante sud.

Le difficoltà massime sono concentrate nei primi due tiri di corda (V un passo di V+).

L’itinerario è ben chiodato, (tutti chiodi normali) la roccia è ottima, portare comunque per ogni evenienza qualche chiodo e dei friends medi.

Aperta da Tranquillo Balasso in solitaria dal basso, e terminata il 1/5/2014

1a rip: Luciano Sartor– Tranquillo Balasso
2a rip: Piero Radin- Tranquillo Balasso
3a rip: Leonardo Sanna – Tranquillo Balasso
4a rip: Mario Zarantonello – Walter Carollo
5a rip: Piero Faggionato – Maurizio Morbin


Via Superbaffelan

Monte Baffelan, Gruppo Sengio Alto

MONTE BAFFELAN, m. 1793

Spigolo N.E. Via “Superbaffelan” (A. Cailotto AGAI, A. Ceccato INA. P. Bevilacqua; estate 1986). Via dedicata a Ruggero Dal Cengio.

Dislivello: 200 metri
Sviluppo: 260 metri
Difficoltà: TD+ V V+ ppVI 1pVII-
Tempo: 3-4 ore
Cartografia: Pasubio Carega, (1:25.000), edito dalle sezioni vicentine del CAI.

Attacco: Dal Rifugio Campogrosso 1456m prendere la strada del Re per malga Baffelan; arrivati allo slargo prativo della malga, inforcare il sentiero verso la parete del Baffelan e puntare alla targa in bronzo. Seguire le roccette di I e II. Poco dopo aver oltrepassato l’attacco della Canna Carugati e prima di giungere al Pilastro Soldà, in prossimità di uno strapiombino nerastro, attraversare il tratto alcuni metri verso sinistra, su erba e roccette, e si giuge alla prima sosta in comune con lo Spigolo Soldà, attrezzata con uno spit e un vecchio chiodo (ben visibile un cordino in sosta e altri spit in parete).


Via Progetto Futuribile

Monte Cengio

Aperta da Mario Schiro e Alberto Pettinà nel 1990 e sistemata da Bertoldo e Pettinà del Gruppo Roccia 4 Gatti nel 2020, questa via è da fare se ti piacciono i diedri e sei alla ricerca dell’avventura… senza farsi troppo male.

La difficoltà è VI massimo (V obbligatorio), RS2, la via è ben protetta e la chiodatura è mista. Le soste sono buone. Attenzione al primo tiro, non banale (all’inizio vai subito verso sinistra). Molto divertente il passo di sesto nell’ultimo tiro: devi trovare la soluzione per superare il passaggio di circa un metro e mezzo di lunghezza tra la cengia e il tetto, dove hai meno di mezzo metro di altezza.
Non hai molte possibilità di riposarti lungo la via, ma le prese sono sempre abbastanza buone… anche nei punti dove non si vedono bene: il bello è trovarle!

Trovi questa via nella bellissima guida di Toldo e Dellai: Val d’Astico Verticale. Leggi il mio articolo qui!


Via Transito consentito

Monte Cengio

Aperta da Tranquillo Balasso e Stelvio Frigo il 20/11/2015, questa via è un mix di diedro, placca, fessura e una sorpresa finale: un camino dove… il transito è consentito! Ma occhio a dove passare: è fattibile a destra, a sinistra e attraverso, quindi a te la scelta.

“La via è ben chiodata: chiodi normali, clessidre e qualche pianta, sono molto utili o necessari una serie di friends medio-piccoli B.D. dal 1 (rosso) al .3 (blu piccolo), portare per ogni evenienza anche qualche chiodo. Le difficoltà vanno dal 4° al 6°, due passi di 6+ e uno di 7. La difficoltà massima obbligatoria è 6° e A0.”


Parete Due Sassi

Monte Stivo

È fantastica da arrampicare. Non si fa trovare facilmente, ma l’avvicinamento è semplice e breve. Non è ad Arco, ma è lì vicino. Se cercate tiri di ottavo e nono, non fa per voi, ma se siete curiosi di provarla, ne vale la pena!

È La Parete di 2 Sassi e si trova a 1100 metri sul Monte Stivo, sotto il Passo Santa Barbara, tra Ronzo-Chienis, in Val di Gresta, e Arco. E quando arrivate in cima, potete ammirare da lontano il Lago di Garda.