Oggi pausa dalle lunghe vie, che con le loro temute particolarità non smettono di affascinare. Oggi pausa per riprendersi da un limitato periodo di stop, piano piano, con una via breve che nei suoi fugaci tiri mostra nella loro transitorietà un piccolo diedro, fuggevoli placche, momentanei strapiombi, tacche passeggere… il tutto vissuto con ristretti respiri in un tempo rapido. Eppure L’amicizia continua.
Ed è un’amicizia, quella di Florian Kluckner, Heinz Grill, Peter Maier, Julia Haupt e Sandra Schieder con Dario Cabas (scalatore mancato nel 2015 e che ha espresso la volontà di sistemare la parete e le sue vie), che dà il nome a questo itinerario nella parete San Paolo sud, ad Arco. L’amicizia continua è una linea per chi non ha grandi aspettative, ma vuole comunque divertirsi a salire lunghezze dallo stile classico, integrare in qualche tratto con protezioni veloci, sorprendersi con i tiri sportivi delle ultime due lunghezze, provare un settimo grado in libera e osare con il fiato sospeso alcuni passi all’apparenza innocui.



Siamo in autunno, in ottobre inoltrato, ma l’estate non vuole andarsene, quindi ci godiamo una temperatura perfetta, con un sole non troppo caldo e un venticello che di tanto in tanto fa capolino per ricordarci che sono gli ultimi giorni della stagione.
In due ore e mezza concludiamo la via, scendiamo lungo il sentiero che in circa mezzora (l’avvicinamento è stato di quindici minuti) ci porta all’auto. Ma le dita fremono, non sono stanche, quindi decidiamo di fermarci in una piccola falesia qui vicino, sotto la parete del Colodri, striata dalle calde sfumature di una roccia mai stanca di condividere con tantissimi arrampicatori le sue linee, talvolta dolci, altre volte tanto aggressive da intimorire al solo sguardo.
La falesia Massi di Prabi è composta da due grandi massi dove salgono una ventina di tiri e altri undici massi più piccoli con tiri dai 4 agli 8 metri.



Questo tipo di falesie non rientrano tra le mie preferite, ma la curiosità ci porta a provare i tiri del masso A, dove saliamo un 6a e un 6b avvolti da un delicato silenzio.



La sfida? 12 metri di placca appoggiata, verticale e leggermente strapiombante. Dura sì, ma molto divertente. Peccato per alcuni appoggi e prese lisci/lucidi, ma il tocco finale alla giornata ci voleva.
Che dire… ciao estate, all’anno prossimo!


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