Lo chiamano Tempesta

Eppure a vederlo non si direbbe: capelli corti castano chiaro, grandi occhi chiari e soli 24 anni di esperienza di vita. Si chiama Matteo, ma in Valdastico (e non solo) lo chiamano Tempesta.Be’ quando lo vedi arrampicare non scherza: un fulmine a ciel sereno, un’acquazzone che ti sorprende. Matteo è un ragazzo come tanti. HaContinua a leggere “Lo chiamano Tempesta”

Il Noce e i tempi dell’alpinismo che cambiano

La strada di ritorno dalla cima del Cevedale mi sembra più lunga dell’andata e molti di noi (tra cui io, ovviamente) siamo stremati. All’uscita siamo circa 30 tra istruttori e allievi del corso CAI A1, ma ci siamo divisi spontaneamente a gruppetti tra chi è più veloce e chi è più lento. Davanti a meContinua a leggere “Il Noce e i tempi dell’alpinismo che cambiano”

Marco, posso scrivere di te? Ops, troppo tardi.

Chissà cosa mi dirà quando lo vedo. E se lo rivedo dopo questo breve articolo.Vabbè, vorrà dire che la prossima volta farò più attenzione alla mia penna, ci metterò un tappo, ma nel frattempo io scrivo. Scrivo di un tipo particolare, ma nel senso positivo, si intende. Un tipo che ne fa di cose, parloContinua a leggere “Marco, posso scrivere di te? Ops, troppo tardi.”

Unica assente: la corda. L’arrampicata libera di Matt Bush.

“Ogni percorso per me è una coreografia, una creazione, la mia espressione. Vedo la mia anima come un’artista e attraverso i movimenti io dipingo sulla tela della natura.” [Matt Bush] E questo già si capisce guardando i suoi video spettacolari, quando arrampica senza corda su pareti altissime e spesso difficili.  Ci ho provato: gli hoContinua a leggere “Unica assente: la corda. L’arrampicata libera di Matt Bush.”