Certo gli arrampicatori “pro” la amano soprattutto nelle stagioni fredde, quando il grip è ottimale e le temperature non sono troppo alte. Ecco perché la falesia di Ceredo, con le sue alte pareti e la sua roccia dalle tinte calde, è frequentata anche in inverno, quando il cielo è azzurro e non tira vento.
“Martina, quale tiro ti ispira?”
“Lisa, mi parli di ispirazione? Qui è solo istinto di sopravvivenza!”
Battute a parte, Ceredo si trova in provincia di Verona, precisamente qui. Nella parte alta trovi diverse vie molto belle, soprattutto in placca, e la roccia è ottima. Qui, però, voglio parlarti della parte bassa, una falesia classica e direi anche molto frequentata data la roccia spesso lucida.
L’arrampicata va dallo strapiombo alla placca, su tacche e canne. La maggior parte delle vie sono molto lunghe ed è consigliata una corda da 70 metri. Su parecchi itinerari i fix non sono vicinissimi, ma basta non pensarci e lasciarsi andare… possibilmente in su.
La roccia, nonostante in diversi punti sia abbastanza lucida, è fantastica, come lo è l’arrampicata e come lo sono le linee, che vanno dal 5c all’8b+, ma attenzione, nemmeno i tiripiù facili sono da sottovalutare!
Con un’avvicinamento breve di circa 10 minuti in salita si raggiungono le pareti baciate dal sole (in inverno dalle 9.30 alle 15 circa, dipende dai settori).
Comunque anche oggi le batoste non sono mancate e per l’ennesima volta mi è passato per la testa di mollare tutto per andare a fare yoga, ma forse è solo la reazione alla delusione di non aver tenuto una tacca, di non aver alzato i piedi, di non essermi fidata a fare un passo. Lo sai, no?! Con l’arrampicata capita: alle soddisfazioni si somma sempre un po’ di amarezza e qualche rimpianto.
E poi te ne vai via con il sole, pronto per la prossima giornata su questa roccia che odi, ami, soffri e desideri. E lei è sempre lì, pronta a darti l’ennesima opportunità.






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