Falesia Pian del Levro: una tranquilla mattina d’estate

Le alte temperature e il caldo sole in questo cielo azzurro ci fanno disperare sulla scelta della falesia. Proviamo con il Trentino Alto Adige e sbirciamo le falesie con un’esposizione tale da poterle considerare estive e ci imbattiamo sulla palestra d’arrampicata chiodata nel 2006-2007 Pian del Levro, con roccia calcare ed esposta a sud-ovest, ombreggiataContinua a leggere “Falesia Pian del Levro: una tranquilla mattina d’estate”

Scegliere l’esposizione delle pareti in arrampicata

Quando andiamo in montagna sono diversi gli aspetti da valutare, tra cui l’esposizione della parete. Sceglierla dipende da diverse situazione, ad esempio se vado in falesia o a fare una via, quanto tempo intendo scalare o in quanto tempo calcolo di salire una via, quali sono le condizioni meteo previste e in quale stagione miContinua a leggere “Scegliere l’esposizione delle pareti in arrampicata”

Rocca Pendice, la palestra in trachite

Siamo a Rocca Pendice, una falesia particolare che si presenta maestosa e misteriosa con le sue pareti in trachite, una roccia di origine vulcanica, con struttura a placche e fessure. È la prima volta che arrampico in questa falesia (grazie a Martina e Nicola per il suggerimento) e devo dire che mi sto divertendo moltissimo,Continua a leggere “Rocca Pendice, la palestra in trachite”

Una mattina a Riolo con Lisa

È una falesia che, nascosta nel fitto del bosco a Torrebelvicino, ospita affascinanti pareti con tiri dal 5b all’8a. L’arrampicata di questa falesia ha molte sfaccettature e non possiamo certo definirla semplice, ma è una palestra che nelle sue limitate dimensioni offre un’ampia scelta di tiri con varie difficoltà e stili: spesso protagoniste sono leContinua a leggere “Una mattina a Riolo con Lisa”

Perché si dice “volare”?

Forse da qualche parte sta scritto il motivo, ma non mi sono mai informata. Mi hanno sempre detto che “volare” è necessario in falesia, perché rompe la routine e ti fa provare quelle sensazioni che non devi scordarti. Perché? Altrimenti ti fai prendere dal panico nei tiri che non conosci o in quelli che proviContinua a leggere “Perché si dice “volare”?”

Un pomeriggio arrampicatorio con Donata a Cereda

Ero già stata in questa piccola falesia a Cereda, in provincia di Vicenza, qualche anno fa con un amico e appena mi sono ritrovata davanti a queste pareti mi sono tornati alla mente alcuni flash: la distanza tra gli spit, le prese e gli appoggi lucidi (ma avevamo provato i tiri di riscaldo, quindi nonContinua a leggere “Un pomeriggio arrampicatorio con Donata a Cereda”

Una domenica mattina con Marco ai Bergamini

È una splendida giornata di sole. L’ennesima da quando sono chiusa in casa per un brutto raffreddore. Oggi esco finalmente dal cancello, carico la mia sacca nella macchina di Guido e ci avviamo verso Valdagno, alla falesia dei Bergamini. Arrivati, parcheggiamo davanti al settore alto, che mi fa rivivere i bei momenti che ho passatoContinua a leggere “Una domenica mattina con Marco ai Bergamini”

La falesia invernale alle pendici del Baldo

La vediamo subito, appena arriviamo nel territorio veronese sotto il Monte Baldo. Le pareti in calcare compatto di questa falesia hanno un colore misto tra il grigio e il rosso ed è proprio per questo che si chiama Sengio Rosso. In macchina passiamo sotto le enormi pale eoliche che volteggiano stanche, affaticate forse sotto unContinua a leggere “La falesia invernale alle pendici del Baldo”

Falesia di Praderadego: una placca al sole

Ci alziamo presto: il viaggio per noi è di circa due ore verso la provincia di Treviso, precisamente a Praderadego. Il sole è velato, ma il meteo afferma che dopo le 10 tornerà a illuminare vividamente e scaldare le temperature basse di questi giorni di metà gennaio. Partiamo e poco prima di arrivare nella falesiaContinua a leggere “Falesia di Praderadego: una placca al sole”

Falesia La campana, arrampicare anche in inverno

Siamo a Rovereto ed è dicembre. La voglia di arrampicare non manca nemmeno in inverno e quindi scegliamo una bella falesia che ci hanno consigliato: La Campana, a Rovereto. La palestra di roccia è esposta a sud-ovest, quindi le pareti sono baciate dal sole dalla tarda mattina al tramonto, verso le 16. Dal centro storicoContinua a leggere “Falesia La campana, arrampicare anche in inverno”

Un giorno come un altro in falesia

Hei ciao! Ciao bello! Ciao ragazzi! Come va? Eh, dopo mesi torno a scalare. Ah sì?! Io è dall’anno scorso che non scalo. Ma dai?! Io saranno tre anni, non so se mi ricordo come si fa. Eh, dura ricominciare dopo tanto tempo. Io sono stato fermo per problemi alla schiena. Eh, io alla spalla.Continua a leggere “Un giorno come un altro in falesia”

Falesia Belvedere: il marmo allenante

Panoramica. Senza dubbio lo è, questa falesia. Arrivati alla catena ci si gira e con lo sguardo si riesce a vedere il Lago di Garda in tutta la sua bellezza. Non è di certo l’unica falesia della zona (Nago-Torbole-Garda-Arco) che vanta un affascinante panorama, ma questa palestra di roccia, la Belvedere di Nago-Torbole, ha diversiContinua a leggere “Falesia Belvedere: il marmo allenante”

Le mie 10 falesie invernali preferite (tra Veneto e Trentino)

Premetto che ce ne sono decine in questa zona, nelle province di Vicenza, Verona e Trento, ma non ho ancora avuto il tempo e la fortuna di girarle tutte, quindi oggi ti parlo delle mie ‘attuali’ 10 preferite. Quelle dove anche i principianti come me si possono divertire, intendiamoci. 1) Inizio con Tonezza del Cimone:Continua a leggere “Le mie 10 falesie invernali preferite (tra Veneto e Trentino)”

La palestra di roccia in calcare del Cadore

Calcare grigio molto compatto, esposizione sud, bel panorama, avvicinamento di circa 10 minuti (forse meno): siamo a Vigo di Cadore, nella frazione di Piniè, e la sbarra che ci lasciamo alle spalle per avviarci verso la falesia è la stessa che introduce il sentiero per la cima del Monte Tudaio.

Una giornata alle Placche Alte nella falesia di Schievenin

Non posso farci nulla, succede ogni volta: davanti a me si presenta una parete chiodata e tutti i problemi svaniscono. La quotidianità scivola via, il cattivo umore si perde nell’universo che lascio da parte, in quello parallelo, lo spazio che c’è nella vita di ogni giorno dove devi fare i conti con la realtà. Eppure anche in questa parte di mondo c’è la mia vita reale. Ma qui non mi sembra così e tutto appare scorrere con un altro ritmo, un modo di vivere ricamato di attimi puri, dove finalmente senti le emozioni, comprendi quelle sensazioni che in altri momenti non noteresti nemmeno. Davanti a una parete capisco che, in fin dei conti, ne vale la pena.

Una placca con i buchi

Già, siamo nella falesia di Lumignano, cosa ti aspetti? Famosa per le sue pareti ricche di buchi, piccole tacche, gocce e fessure, questa palestra di roccia è tra le più grandi del Veneto ed è conosciuta in tutta Italia. Di qui infatti sono passati grandi e storici scalatori. Oggi siamo diretti al Brojon. Parcheggiamo diContinua a leggere “Una placca con i buchi”

Piccolo Lagazuoi, Dolomiti: a rischio di non volertene andare.

Qui la roccia è più fredda, porta con sé i segni delle temperature notturne. E ha un colore diverso, variegato: tra queste sfumature riesco a malapena a riconoscere un fix davanti al mio naso. C’è una luce particolare e un riflesso la cui complessità confonde le idee.Sei in parete e quando ti volti, il panoramaContinua a leggere “Piccolo Lagazuoi, Dolomiti: a rischio di non volertene andare.”

Sempre più su: la falesia Andraz – Sass de Beita nelle Dolomiti

La prima volta in Dolomiti, quando tocchi la loro roccia e ti senti circondato dal paradiso delle vette, subito non ti rendi conto di dove ti trovi, ma poi ti accorgi che tutto ha un’essenza diversa: qualcosa, dentro di te, accade.

Se ti venisse voglia di rischiare

E allora non dobbiamo avere paura per credere di più in noi stessi? Non dobbiamo temere rischi per osare di più?
No, i grandi ce lo insegnano ogni giorno: bisogna cadere per rialzarsi e superare finalmente l’ostacolo. Sia che la caduta misuri qualche centimetro o qualche metro: a volte devi anche volare per poi potercela fare.

La forza di Gravità è contraria

“Non è il solito 6a+” mi dicono. Non mi sorprende. Siamo nel settore Lias a Tonezza del Cimone, Falesia 4 Gatti, e qui nulla è come sembra.  È un’arrampicata particolare, spesso su placca, con pance sproporzionate rispetto alle tue aspettative quando te le trovi di fronte e devi rinviare. Panorami stupendi e romantici, un soleContinua a leggere “La forza di Gravità è contraria”

Falesia San Floriano: la placca per le dita

Non arcuare! E come si fa a non farlo?

Parlo per i principianti, eh, per quelli come me che sulla placca si divertono tanto, sì, ma poi le dita le sentono eccome. Ti pizzicano, ti bruciano e ti dolgono finché non te le guardi e provi compassione.

Dritti all’inferno

Detta anche “prialonga”, la Carega del Diavolo spicca tra la vegetazione nella Valle del Rameston. Appare proprio come una seduta, da cui puoi osservare il territorio dall’alto. Abituati a pensarlo all’inferno, può sembrare strano che lì ci stesse il diavolo. Eppure la leggenda narra che proprio il diavolo sedeva in questa pietra, a capo di un gruppo di streghe. 

È il vento?

Tutto tace. D’improvviso un lamento innerva il silenzio con una strana inquietudine.Mi guardo attorno. Nulla. E poi ancora. Finalmente riesco a sentirlo più definito. È il cigolare del legno, somigliante al rumore di una vecchia porta socchiusa che si muove sui suoi cardini arrugginiti. È il vento il maestro di quest’orchestra, che si compone ancheContinua a leggere “È il vento?”

6b e occhio al buco!

Non ci credo. Quel passaggio mi è costato un 6b a vista. E non è la prima volta. Ma la prima volta non ho avuto il coraggio di ripeterlo. Questa volta sì. È iniziato tutto con un avvicinamento a dir poco sfiancante… Arrivati sotto la parete eravamo già abbastanza caldi per iniziare l’arrampicata. Falesia ValleContinua a leggere “6b e occhio al buco!”

Segni sulla pelle

Mi guardo le braccia, osservo le mani, e noto come ogni parete lasci su di me segni diversi. Ce n’è una che adoro e che mi parla con graffi artistici sugli avambracci: lunghi e corti, più e meno profondi, queste linee mi ricordano i riposi sulle cenge, quando abbraccio la roccia per potermi sollevare, trattenere,Continua a leggere “Segni sulla pelle”