Al VI Tornante del Bostel una falesia a 4 zampe

Già, ancora loro: i 4 Gatti continuano a chiodare e lo fanno un’altra volta al Sojo Bostel, nella parte più bassa rispetto alla falesia Kingela nel sole e precisamente dopo pochi minuti di sentiero dal VI tornante. Ed è proprio questo a dare il nome a questa nuova palestra di roccia, nata più di un anno fa dall’idea di Fabio, Luca e Nicola: un’iniziativa personale che si è poi trasformata in un’altra piccola grande impresa del Gruppo Roccia 4 Gatti.

Per conoscere i tiri della Falesia VI Tornante (non sono tutti, ci sono ancora itinerari da chiodare e finire), clicca qui!

Oggi il cielo è incerto e il sole lo è ancora di più, non sa se farsi spazio tra le velature o starsene per conto suo. O magari questa terra ormai satura di una società ingrassata dalle aspettative lo intimidisce. Non ci soffermiamo sui perché e decidiamo di provare una nuova falesia al Bostel, dove le pareti sono sempre illuminate anche in inverno e dove le temperature non sono poi così male anche se il cielo è velato. E poi si sa, la speranza…

Arriviamo al sesto tornante, ma non c’è spazio per parcheggiare, quindi proseguiamo e troviamo posto dove di solito sistemiamo l’auto per poi avviarci verso le vie. In due minuti a piedi torniamo al sesto tornante e imbocchiamo il sentiero battuto fino a una bella parete, dove lo spazio sottostante è stato ben sistemato e ripulito.

Saliamo quattro tiri: Scorpione (6a+, un concatenamento di movimenti su placca interrotti da un breve tratto strapiombante), Ozio (6b di placca, molto interessante, peccato sia corto), Polemica (6c composto da una prima parte molto facile, uno strapiombo da superare che rappresenta il grado del tiro e una parte sopra in placca non banale) e La fonte degli elfi, un divertente tiro di 6a che per la maggior parte dell’itinerario segue un bel diedro.

Il sole ci ha fatto compagnia per poco tempo, ma la sua presenza dietro le velature l’abbiamo comunque sentita, perché la temperatura non era poi così bassa.

È una falesia nuova e la parete è ancora un po’ polverosa, ma la roccia è ottima (anche se, lo ammetto, a prima vista non sembra, ma si sa che l’apparenza inganna, quindi, climber, non ti tirerai indietro proprio tu per queste piccolezze, giusto?!).

E ancora una volta l’arrampicata ci porta a tentare e, inevitabilmente, a scoprire nuovi ambienti, o vecchi ambienti con nuove opportunità. Non ti sembra la perfetta metafora per i primi giorni dell’anno? La formula esatta per scrivere gli ennesimi buoni propositi che, sai cosa ti dico? Spero siano più cattivi dei precedenti. Ma no, non nel senso negativo che stai pensando. Con ‘più cattivi’ intendo ricchi di provocazioni a cui ribattere e tentazioni a cui cedere, colmi di rabbia da sfogare e discussioni da concludere in pace, viaggi del corpo e soprattutto della mente.
Tutto questo perché ti auguro stimoli che ti portino a ottenere grandi risultati e che ti facciano sentire vivo, oltre a una creatività istintiva e impulsiva, che ti supporti nel costruire l’impossibile.


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