Falesia Valle Santa Felicita (Settore Ligaores)

Romano d’Ezzelino (VI)

Avvicinamento lungo e in salita: diffidate dei 20 minuti, è almeno il doppio. Sconsigliato in piena estate. Tranquillo e con bei tiri, ma quelli più facili non sono regalati.

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Falesia Valle Santa Felicita, settore Pilastro della Felicità

Romano d’Ezzelino (VI)

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Bella roccia, tiri divertenti non troppo difficili, da provare quelli con chiodi!
Nel settore accanto, Spigolone, prova Spigolo Sara, 5c!

Altri settori bassi:

Un po’ di storia dalla guida 7cRock! Di Burato, Rossi e Guderzo.

“Molti sono i nomi da citare in questo periodo: Amedeo Piran, Renato Gobbato, Vittorio Penzo, Alessandro Masucci, Renzo Timillero, Antonio Marchesini, Ludovico e Paolo Cappellari, Carlo Zonta, Antonio Gnoato, Emilio Bertan, Franco Gessi, Azio Bidoia e molti altri meno conosciuti ma non meno capaci.
Alla fine degli anni ’70 emerge con forza l’evoluzione tecnica dei materiali che, assieme a una grande apertura mentale, permetterà il superamento di limiti prima ritenuti impossibili.
L’avvento poi delle prime competizioni agonistiche, sancito a Bardonecchia nel 1985, detterà di fatto la separazione fra arrampicata sportiva e alpinismo classico. Da questi cambiamenti epocali emergono nuovi giovani che, contaminati dai diversi stili, praticano indistintamente attività alpine e sportive. I veneziani capeggiati da Alberto Campanile, Ezio Bassetto, Giorgio Poletto e Roberto Zanini. I padovani con Lucio Bonaldo, Lorenzo Massarotto, Claudio Carpella, Giovanni Rebeschini, Stefano e Momi Casarotto. I bassanesi con Sandro Zanetti, Ermes Bergamaschi, Luca Zulian, Mauro Moretto, Savino Sansonne e altri alpinisti “di adozione” come Umberto Marampon e Paolo Bessega. Una nuova mentalità capace di guardare ai vecchi itinerari con un’ottica diversa, che permetterà di superare in arrampicata libera vie storiche fino ad allora salite solo con mezzi artificiali. A Tiziano Dalla Costa, detto “Ercole” va dato il merito di aver portato in Valle le alte difficoltà, chiodando le zone più repulsive del Paretone e liberando tre vie fra le più impegnative dell’intera falesia. La Mestiera, Via della disoccupazione e Per pochi intimi rimangono ancora oggi, a distanza di trent’anni, un severo banco di prova per giovani e meno giovani.
Con il tempo molti degli abituali frequentatori hanno perso lo slancio giovanile che caratterizzava quel periodo. Le giovani generazioni preferiscono scalare su falesie più “moderne” e “performanti”, che negli ultimi anni si sono moltiplicate a dismisura in zona
Esaurite le possibilità di tracciare vie di difficoltà sostenuta, a partire dagli anni ’90, in Valle si è invertita la tendenza: si è cercato infatti di valorizzare le fasce rocciose ancora agibili aggiungendo itinerari più “umani”, con particolare riguardo alla sicurezza e al piacere del
movimento. Molto attivi in quest’ultimo periodo sono alcuni dei nomi storici, quali S. Sansonne, G. Rebeschini, E. Bergamaschi, U. Marampon, R. Milani, L. Fabian e M. Busata.
Grazie a questa sua capacità di rinnovarsi e stare al passo con i tempi, la Valle Santa Felicita attira ancora scalatori di diverse capacità, affascinati dalla varietà delle vie che danno a tutti la possibilità di godere di questo piccolo angolo di paradiso.”


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