Piccolo Lagazuoi, Dolomiti: a rischio di non volertene andare.

Qui la roccia è più fredda, porta con sé i segni delle temperature notturne. E ha un colore diverso, variegato: tra queste sfumature riesco a malapena a riconoscere un fix davanti al mio naso. C’è una luce particolare e un riflesso la cui complessità confonde le idee.
Sei in parete e quando ti volti, il panorama con le sue vette lontane e gli immensi spazi erbosi trascina la tua mente in un mondo parallelo.

Il travolgente fascino delle Dolomiti: ovunque ti volti c’è una tentazione che ti afferra e pare che salire diventi più difficile. E allora devi concentrarti sul tuo tiro, cercare la prossima presa e conoscere pian piano la roccia.

Ma appena il tuo sguardo si alza, viene catturato dal cielo, che qui sembra più azzurro. Forse perché gli sei più vicino? È probabile.
Che fare? Riprovi a concentrarti e respiri a pieni polmoni quell’aria che, però, ti fa stare così bene che non riesci a trattenerti: sorridi e chiudi gli occhi, perché ‘quando mi ricapita?’.
Presto, qui devo tornare.

Siamo nella falesia del Piccolo Lagazuoi: uno stralcio di parete chiara ai piedi del Lagazuoi, gruppo del Fanis, sopra il Passo Falzarego in provincia di Belluno.

E che altro dire?
Forse potrei consigliare di non guardare l’orizzonte, quel profilo delle montagne che guardano il cielo, perché potresti rischiare di non volertene andare più.

[Se vuoi leggere di un’altra falesia al Passo Falzarego nelle Dolomiti, clicca qui!]

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