Una giornata alle Placche Alte nella falesia di Schievenin

Siamo nella Valle di Schievenin ed è sempre un piacere tornare qui ad arrampicare.

Innanzitutto perché prima di arrivare incontri il chiosco, che sarà lì ad aspettarti, quando tornerai affaticato e soddisfatto, con birra e ottimi panini.

E poi per il luogo: proseguiamo la strada e davanti a noi inizia un canyon ricco di alberi e settori. Ovunque ti giri spiccano dal folto del bosco le brillanti pareti con i loro spit che luccicano davanti al sole.

Guido, il mio eroe! E colui che mi sopporta.

Oggi abbiamo scelto il settore Placche alte. Parcheggiamo dopo due minuti accanto a un rudere che appare alla nostra sinistra e ripercorriamo indietro la strada a piedi fino a raggiungere un orto, saliamo gli scalini in pietra e ci addentriamo nel bosco. Ai due bivi proseguiamo sempre a sinistra, in salita. Arrivati all’ennesima scelta, guardiamo a destra e continuiamo il sentiero, con il fiato corto, che ci porta verso l’alto e ci conduce alle meravigliose pareti del settore Placche Alte.

Ci sono davvero molti tiri, dal VI al 7b. Sono lunghi e in prevalenza su placca. Abbondano diedri e fessure, l’arrampicata è tecnica e attenzione, gli itinerari non sono tutti semplici da leggere. L’esposizione del settore varia da sud a sud-est e a ovest. Le prime due parti sono ideali anche in inverno quando il sole ci concede i suoi raggi.

Noi decidiamo di stare nel settore Placche alte sinistro, esposto a sud, e iniziamo con Camino alto (6a), Piripicchio (6a) e Cielito lindo (6a+).

Il primo tiro parte con un boulder niente male, per poi allungarsi lungo un fantastico diedro che predilige una salita in spaccata.

Poi c’è Piripicchio, un tiro di placca, verso la fine anche appoggiata.

E poi scaliamo su Cielito Lindo, in cui a fatica si raggiunge lo strapiombo. Qui consiglio una bella pausa, sulla piccola cengia, perché la parte finale non è semplice da affrontare. Lo strapiombo non perdona mai…

Foto: Guido

Ci spostiamo verso il sentiero di ritorno, in un’affascinante parete baciata dal sole, nel bel mezzo del settore sinistro. Qui Sogni erotici, un altro 6a+, cattura la mia attenzione. Il tiro si evolve su placca e fessura in 22 metri. Bello, lo consiglio se passi di qui!

Foto: Guido

Non posso farci nulla, succede ogni volta: davanti a me si presenta una parete chiodata e tutti i problemi svaniscono. La quotidianità scivola via, il cattivo umore si perde nell’universo che lascio da parte, in quello parallelo, lo spazio che c’è nella vita di ogni giorno dove devi fare i conti con la realtà. Eppure anche in questa parte di mondo c’è la mia vita reale. Ma qui non mi sembra così e tutto appare scorrere con un altro ritmo, un modo di vivere ricamato di attimi puri, dove finalmente senti le emozioni, comprendi quelle sensazioni che in altri momenti non noteresti nemmeno. Davanti a una parete capisco che, in fin dei conti, ne vale la pena.

Guardo l’orologio ed ebbene sì, si è conclusa anche questa giornata. Ok, non abbiamo provato molti tiri, ma qui ci torniamo. Ne ho visti parecchi che voglio provare!

P.S. Acquistare la guida è un atto d’amore verso gli apritori e i manutentori. Quindi ecco qui il link!

“Arrampicare nella Valle di Schievenin” di Pierangelo Verri

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