
se la montagna ti sceglie e tu scegli lei
“Se noi eliminiamo l’impossibile con l’aiuto di mezzi artificiali, l’alpinismo è morto.” R. Messner
“Il movimento naturale sulla roccia era degenerato in un lavoro da cantiere edile! Negli anni Sessanta però emerge una controcultura e l’arrampicata libera viene riscoperta.” H. Mariacher
Vie sul Monte Cengio
Per ripercorrere un po’ di storia su vie spesso brevi, ma sempre entusiasmanti!


Via Psychiatric Circus
Tormeno principale
La via è stata aperta da Tranquillo Balasso e Stelvio Frigo il 26 settembre 2018.
“Bella via di stampo alpinistico. L’abbondante chiodatura e i numerosi cordini passati sugli ancoraggi rendono l’itinerario adatto anche a chi non padroneggia completamente queste difficoltà. Passaggi impegnativi facilmente azzerabili.” dalla guida Valdastico Verticale.
È una bellissima linea che consiglio. La roccia è buona, ma è necessario fare molta attenzione. Allena la testa e il saper ascoltare la parete. Consigliata!
Difficoltà massima: VIII-
Difficoltà obbligatoria: VI. R2
Chiodatura tradizionale con chiodi artigianali.
Materiale: 12 rinvii, friend medi e piccoli (non necessari tranne il viola nella fessura dell’ottavo tiro).
Sviluppo: 235 metri, 9 lunghezze.
Esposizione: sud-ovest (il sole arriva alle 10.30).
Avvicinamento: 40 minuti (metà falso piano, metà salita).
Ritorno: 40 minuti in discesa (attenzione al canalone).


Spigolo Conforto
Parete dello spigolo – Cimoncello
Nella guida Val d’Astico Verticale questa via viene definita l’itinerario storico simbolo della valle, “dall’estetica perfetta su ottima roccia, ha rappresentato un vero banco di prova per l’approccio all’alpinismo. Purtroppo avvicinamento e ritorno sono un po’ lunghi, ma vale la pena affrontarli per una via molto consigliata, dalla roccia ottima e vista spettacolare.
La via è stata aperta il 26 maggio del 1935 da Umberto Conforto, Luigi Toffoli e Danilo Zoppi.
Difficoltà massima: VI+
Difficoltà obbligatoria: V+. R2
Chiodatura tradizionale.
Materiale: 12 rinvii, friend medi e piccoli (non indispensabili).
Sviluppo: 180 metri, 6 lunghezze.
Esposizione: sud.
Avvicinamento: 45 minuti (metà falso piano, metà salita).
Ritorno: 45 minuti in discesa (attenzione al canalone).

via del Gran Diedro
Passo Rolle – Tognazza
È la prima via aperta su questa parete e la scenografia è unica, come lo è la linea e il tipo di arrampicata (fessura in prevalenza).
È stata aperta nel 1962 da Dell’Antonio e Marcon che salgono il diedro con difficoltà di VI+ e A2.
“Successivamente Manolo (Maurizio Zanolla), dopo un lavoro di pulizia e revisione della chiodatura, libererà i tiri affrontando difficoltà fino al 7b. Poi salirà la diretta al gran diedro, percorrendo per la prima volta interamente l’evidente diedro di porfido.” [Fonte: Rampegoni]
Difficoltà massima: 7b
Difficoltà obbligatoria: 6b e A1 (7b)
Chiodatura mista a chiodi e spit (raccomandati friend anche micro fino al verde, chiodi e martello)
I tiri sono 7 (8 con sosta intermedia raccomandabile prima del passo chiave).
Esposizione: sud-est.
Avvicinamento: 30 minuti dalla Malga Fosse (versante S. Martino di Castrozza).
Ritorno: 20 minuti per la pista da sci.

via Invasioni Beriche
Pareti di Riofreddo – Pilastro del sole
Via aperta da Diego Dellai e Marco Toldo nel luglio del 2018.
La via è sviluppata in 8 lunghezze su 225 metri, con un grado di VIII- massimo, VII obbligatorio, R4. I tiri più belli e impegnativi sono i primi tre, che salgono la parete su strapiombi di forza, fessure, placche d’equilibrio e, soprattutto in un tratto del secondo tiro, da brivido!
La via presenta pochi chiodi, ma è proteggibile con una serie di friend (assolutamente raccomandabile con martello e qualche chiodo).
Mi raccomando acquistate la guida Val d’Astico Verticale di Marco e Diego!
Esposizione: sud (sempre al sole).
Avvicinamento: 1 ora dalla macchina su piano e discesa in canalone (con 3 calate dalla sommità della parete).
Ritorno: 20 minuti (la prima parte nel bosco e poi si riprende il sentiero).

via Jolly Roger
Passo Rolle – Tognazza
Siamo a circa 2000 metri in una meravigliosa parete in granito. Qui sale tra le altre la via sportiva Jolly Roger.
Bella arrampicata tra placca, diedri e fessure, in bilico sul granito. Panorama stupendo.
Difficoltà max: 6c (obbligatorio 6b)
Sviluppo: circa 280m
Esposizione: sud-est.
Difficoltà massime per tiro di corda: 1° 5b – 2° passo di 6c – 3° traverso facile – 4° 5b – 5° 6a+ – 6° 6b – 7° 6b – 8° 6a+ – 9° 6a+.
Avvicinamento: 30 minuti dalla Malga Fosse (versante S. Martino di Castrozza).
Ritorno: 20 minuti per la pista da sci.

via Il ghiro, la pianta e mi
Costa del vento
Aperta in solitaria dal basso da Diego Dellai nel 201.
4 lunghezze per uno sviluppo di 110 metri: la via presenta in prevalenza una bella e sostenuta arrampicata su canne. È strapiombante per la maggior parte dell’itinerario e ha un’arrampicata continua.
La roccia è ottima: un po’ polverosa, ma c’è tutto!
La via è sportiva: fix con qualche chiodo.
Si può rinunciare a portare con sé friend.
Bellissima la fessura del ghiro di 6c.
Attenzione se nei giorni precedenti piove molto: le canne asciugano lentamente.
Difficoltà massime per tiro di corda: 1°7a+ – 2° 6c – 3° 7a – 4° 7b (o variante in A2).
7a obbligatorio.
Avvicinamento: 25/30 minuti in discesa.
Ritorno: 20 minuti in leggera salita.


via El salto dèa quaja
Monte Tormeno
Aperta da Tranquillo Balasso e Stelvio Frigo il 28 settembre 2021.
Il nome deriva dal gergo dei climber che identificano nel salto della quaglia la possibilità di cadere e farsi male se ci si dovesse dimenticare di saltare una una protezione e magari cadere proprio in quel tratto, tra un chiodo e l’altro.
“El salto dèa quàja sale a destra e parallela alla via Moltiplicatore di emozioni, sul pilastro est del Monte Tormeno. L’itinerario offre un’ottima roccia, una bella e varia arrampicata: fessure, diedri, placche e un atletico strapiombo (tratto più difficile della via).” [dalla relazione]
“L’itinerario è chiodato con chiodi tradizionali. Le soste sono tutte attrezzat. Si consiglia per ogni evenienza di portare martello e chiodi e dei friends medio-piccoli.”
Difficoltà massime per tiro di corda: L1 V; L2 VII (un passo); L3 V; L4 VII+/VIII- (un passo); L5 VI+ (un passo); L6 IV; L7 VI; L8 IV; L9 VI- (un passo). Difficoltà massima obbligatoria: VI.
Avvicinamento: 30 minuti in salita.
Ritorno: 35 minuti in discesa.

Via alpinistica Karl Unterkircher
SCOGLIO DI MEZZOGIORNO
Questa via alpinistica si sviluppa per 155 metri in 5 tiri (il secondo è possibile collegarlo al primo). Presenta una difficoltà di VII+ massimo con VI obbligatorio, R3 (possibilità di volo di 10 metri con probabile infortunio). È stata dedicata all’alpinista da cui prende il nome, morto sul Nanga Parbat, dai suoi amici Kehrer e Nones che aprirono la via nel 2008, ripresa nel 2019 da Matteo Slaviero (complimenti Tempesta!).

Via Morèie n’tel formato
Placcata est Cimoncello
Via con chiodatura mista aperta da Tranquillo Balasso, Erminio Xodo e Sergio Antoniazzi il 24 luglio 2013.
Si sviluppa su 250 metri per 10 lunghezze, è caratterizzata da placche, lame e diedri. Bellissima la roccia e consigliatissima la via. Bastano 12 rinvii, uno o due friend piccoli potrebbero servire, ma non sono indispensabili.
La difficoltà massima è VII, l’obbligatorio è VI. R2.
Esposizione: est.
Avvicinamento: 50 minuti (attenzione al canalone).
Ritorno: 20 minuti.
Se vuoi saperne di più, leggi qui l’articolo.








