vie Valle del Sarca e dintorni

Sulla montagna sentiamo la gioia di vivere, la commozione di sentirsi buoni e il sollievo di dimenticare le miserie terrene. Tutto questo perché siamo più vicini al cielo.
(Emilio Comici)

Via Mescalito*****

Parete Colodri

“Grande, meravigliosa e stupenda salita, sicuramente tra le più belle vie dell intera valle.
Aperta dal basso e molti anni fa rappresenta un vero capolavoro. Recentemente sono stati aggiunti alcuni fix nelle soste e lungo i tiri. Vince con logica esemplare la liscia parete centrale della Rupe Secca. Sembra incredibile infatti, che su quelle placconate ci sia la possibilità di passare in libera e con difficoltà contenute. La roccia è stupenda lungo tutto il percorso, e la chiodatura è mista a spit e chiodi. Occorrono inoltre alcuni friend per il primo tiro e diversi cordini per attrezzare clessidre e arbusti nelle lunghezze finali. Ritengo che l’apertura di questa via, date le difficoltà e le poche protezioni usate in apertura, abbia rappresentato in quegli anni un passo avanti nella storia dell’arrampi-cata in valle del Sarca, e non solo…” dalla guida di Diego Filippi ARCO Pareti

Materiale: la via è protetta a chiodi e spit. portare 10/12 rinvii e qualche friend medio piccolo.

La difficoltà è: VI+, VII con passi in A0 (7a) / R1 / II.

SVILUPPO: 260 metri per 9 lunghezze.

ESPOSIZIONE: sud-est.

Avvicinamento: 5 minuti dal parcheggio delle piscine ad Arco sotto la parete.

Ritorno:
Meno di un’ora scendendo lungo la ferrata del Colodri.


Via Profondo Bush****

Lo scudo – Cima alle Coste

Aperta dal basso da Cristoforo Groaz e Andrea Zanetti nel 2004.
“Bellissima arrampicata: tecnica e di soddi-sfazione. La roccia è stupenda e la chiodatura ottima lungo tutto il percorso. I primo tiro, bello e verticale, porta ad una zona più facile di rocce adagiate, ghiaie ed arbusti. Superate queste, si sale la bella placca del 5º tiro. Atletico il tiro successivo, dove si vince un breve tetto orizzontale con movimenti decisi ed eleganti su ottime prese. Seguono alcuni tiri in placca con un’arrampicata molto tecnica e su piccole liste.
Al termine del 9° tiro, una sequenza di movimenti in aderenza spietata, rappresenta il tratto più difficile della via. Nelle ultime lunghezze le difficoltà diminuiscono e la via continua lungo lame e fessure belle e divertenti. Nel complesso una gran bella salita dove il divertimento è garantito. Assolutamente da non perdere.”
Dalla guida di Diego Filippi

Materiale: la via è protetta a spit e tutte le soste presentano maglia rapida per calata. Necessari almeno 13 rinvii. Due o tre cordini/fettucce per eventualmente unire gli spit delle soste e per allungare due o tre rinvii.

La difficoltà è: 6b, 6c (6b obbligatorio). S2, II. La maggior parte dei tiri richiede impegno di aderenza su placca.

SVILUPPO: 350 metri per 12 lunghezze (sulla cengia mediana si possono unire due tiri di trasferimento.

ESPOSIZIONE: sud-est.

Avvicinamento: 35-40 minuti.

Ritorno:
Circa un’ora e 15.


Via Katia Monte***

Parete Colodri

Aperta da Giuliano Stenghel e Franco Monte nel 1976, è dedicata alla bambina di quest’ultimo, scomparsa a soli 5 anni per malattia.
In alcuni punti la via presenta roccia un po’ unta, ma è di certo un itinerario interessante e non così banale nonostante i gradi apparentemente facili. È una via ben protetta, ma in alcuni tratti le protezioni veloci sono utili.

Materiale: la via è protetta a chiodi e qualche spit nei passaggi un po’ più complessi come quelli nelle lunghezze 4 e 5 (vedi relazione) con alcune soste da attrezzare su piante. Qualche anello cementato qua e là. Attenzione a non perdersi tra le tante vie che questa incrocia! Portare 10/12 rinvii e una serie di friend fino al 3.

La difficoltà è: V+, VI+, A0 / R2 / II.

SVILUPPO: 400 metri per 12 lunghezze.

ESPOSIZIONE: sud-est.

Avvicinamento: 15 minuti dal parcheggio delle piscine ad Arco sotto la parete.

Ritorno:
Meno di un’ora scendendo lungo la ferrata del Colodri.

Via Gran Diedro****

Parete Due Laghi

Aperta il 22 maggio 2004 da Omar e Sabrina Oprandi.

La via segue il bellissimo diedro e poi, per evitare la vegetazione, si sposta verso lo spigolo. Le protezioni sono a chiodi, ma sono abbastanza per le difficoltà della via.
La roccia è ottima e l’arrampicata è su diedro, in gran parte fessurato, e su placca. Consigliatissima. Purtroppo breve.

Materiale: la via è protetta a chiodi, sono necessari almeno 10 rinvii e qualche friend fino al 2. Noi ne abbiamo usato solo uno.

La difficoltà è: V+ e VI, R3/III.

SVILUPPO: 300 metri per 9 lunghezze (è possibile unire 6° e 7° tiro).

ESPOSIZIONE: sud-est.

Avvicinamento: dalla centrale idroelettrica della frazione di Santa Messenza è evidente il diedro. Si segue il sentiero che parte tra la frazione e il parcheggio, si volta a destra al 2° bivio, si passa sotto la piccola falesia e pochi metri dopo si sale qualche metro fino all’attacco del gran diedro e la via Due spigoli (10 minuti).

Ritorno:
fuori dalla via si prosegue verso destra risalendo il bosco lungo un sentiero poco battuto sempre verso destra, si passa un breve tunnel naturale e si imbocca il sentiero evidente che conduce verso la frazione: quando si sta per scendere, andare verso sinistra (45/55 minuti).


Via Spinelo***

Parete Zebrata – Parete centrale

Aperta da M. Brighente, G. Bogoni e D. Dal Cere nel 2003.

Via divertente, ottima come le altre della parete per imparare a usare bene i piedi e poco le mani. Le placche appoggiate infatti sono la principale caratteristica di queste pareti. Roccia ottima, peccato i vari sassolini che scendono dalle cenge infestate dalla vegetazione, quindi fare attenzione soprattutto se c’è vento (basta il caschetto).
Sono presenti due varianti più dritte alla partenza ma arrivano fino al 6b e 6c.
4°, 6° e 7° tiro valgono la via.

Materiale: la via è protetta a fix, sono necessari anche 14 rinvii soprattutto per l’ultima lunghezza.

La difficoltà è: 5c e 6a (6a obbligatorio), S1, II.

SVILUPPO: 220 metri per 7 lunghezze (è possibile unire gli ultimi 4 tiri in 2, ma allora il numero di rinvii sale; sicuramente è possibile unire 4° e 5° con 12-14 rinvii e lo stesso 2° e 3° allungando bene le protezioni).

ESPOSIZIONE: sud-est.

Avvicinamento: Da Arco arrivare al bar delle Placche Zebrate, pochi metri dopo (i furgoni/camper non possono entrare) c’è il parcheggio da cui parte il sentiero fino alla parete e poi proseguire verso destra fino alla via con scritta in rosso. Altrimenti si parcheggia alla pescicoltura. Da qui imboccare una strada forestale (sbarra dopo pochi metri) da seguire fino a un bivio, proseguire verso sinistra. Dopo qualche decina di metri si imbocca una traccia nel bosco verso la parete e in breve si raggiunge l’attacco. Almeno 20 minuti.

Ritorno:
dopo 6 o 7 calate (attenzione alla vegetazione) sulla via si riprende lo stesso sentiero di andata.


Via Archai*****

Coste dell’Anglone nord- Corna piana

Aperta da Heinz Gril, Franz Heiß, Sigrid Königseder il 22 ottobre 2006.

Bellissima via, completa di placche, placca appoggiata, fessure e diedri, lame giganti da salire in dülfer e parecchi passi atletici. Impossibile annoiarsi su questa via, che fino alla fine non molla mai! Bellissimo lavoro di Grill e compagni che con una logica alternanza di verticalità e traversi hanno trovato la linea perfetta. I passi di A0 presenti nello schizzo della relazione si possono passare in libera e arrivano a sfiorare il 6b/6b+. È vero che è una via di VI/VI+ ma ci vuole parecchia resistenza e lungo vari tratti è necessario affidarsi alla protezione dei friend.

Materiale: la via è protetta a chiodi e fix, necessari friend medi per integrare.

La difficoltà è: VI+ (VI-, A0 obbligatorio).

SVILUPPO: 300 metri, 11 lunghezze.

ESPOSIZIONE: sud-est.

Avvicinamento: Dal ponte di Dro, che si trova all’uscita nord del paese, segui la strada verso Maso Lizzone per circa 300 metri fino a un ometto e la scritta “arrampicata”.
Sali la traccia di sentiero con ometti
sopra il ghiaione e attraversa il bosco verso sud fino all’attacco, che si trova sopra uno zoccolo, a sinistra dell’attacco della via La piccola piramide (20 minuti).

Ritorno:
dal termine della via segui la traccia verso destra fino al sentiero 428 che incontra più avanti il sentiero 425 (sentiero delle cavre). Proseguire verso valle con qualche breve tratto attrezzato (circa 1 ora e 20 minuti).

P.S. Il sentiero delle cavre fu scolpito dallo scalpellino Stefano Sartorelli. Su un punto del tracciato ci sono le sue iniziali scolpite nella roccia e, a fianco, una targa posta dal nipote in memoria dello zio. (Sassbaloss.com)


Via Helena****

San Paolo (a sinistra dell’Eremo)

Aperta da Heinz Grill, Franz Heiss, Florian e Andrea Kluckner, Sigfrid Königseder e Uli Grothen il 22 giugno 2006.

“Bell’itinerario, elegante e divertente. Propone un’arrampicata generalmente in placca su roccia stupenda. Alcuni tratti strapiombanti ma ben appigliati rappresentano i passaggi più belli della via. Chiodatura ottima e abbondante a chiodi normali e fix. Per la ripetizione bastano solamente i rinvii. Bellissima è l’ultima lunghezza.” [Dalla guida di Diego Filippi]
L’abbiamo percorsa dopo la via Persephone, in giornata.

Materiale: è protetta molto bene. Rinvii: 12.

La difficoltà è: V+, VI/R1/II.

SVILUPPO: 200 metri, 9 lunghezze.

ESPOSIZIONE: sud-est (in autunno il sole se ne va alle 13).

Avvicinamento: è possibile parcheggiare alla diga o lungo la strada e in pochi secondi si prende il sentiero per l’eremo che porta alla parete, pochi metri dopo sulla sinistra salendo verso la parete c’è l’attacco, più a sinistra della via Porci con le ali (5 minuti). Più sicuro il parcheggio alla Lanterna se poi ti prendi lì una birra!
Ritorno:
20 minuti (all’uscita della via scendere pochi metri fino a incontrare un bel sentiero da percorrere verso destra fino alla strada asfaltata – è possibile prendere sulla destra in discesa un sentiero scorciatoia).


Via Persephone***

San Paolo (a sinistra dell’Eremo)

Aperta da Grill e Kluckner il 23 gennaio del 2007.

È una via non scontata, soprattutto nei passi più difficili. Anche nei tratti di 6a la placca non fa sconti. Bella l’arrampicata su spigolo e fessura, bellissima la placca con i buchi.

Materiale: è protetta molto bene. Rinvii: 13. Se si vuole essere più sicuri, meglio portarsi due o tre friend medi (verde, giallo, rosso) per la seconda parte della via. L’abbiamo percorsa dopo la via Helena, in giornata.

La difficoltà è: 6c max, 6b e A0 obbligato. Proteggibilità: S2.

SVILUPPO: 200 metri, 7 lunghezze.

ESPOSIZIONE: sud-est (in autunno il sole se ne va alle 13).

Avvicinamento: è possibile parcheggiare alla diga o lungo la strada e in pochi secondi si prende il sentiero per l’eremo che porta alla parete, pochi metri dopo sulla sinistra salendo verso la parete c’è l’attacco, più a sinistra della via Porci con le ali (5 minuti). Più sicuro il parcheggio alla Lanterna se poi ti prendi lì una birra!
Ritorno:
20 minuti (all’uscita della via scendere pochi metri fino a incontrare un bel sentiero da percorrere verso destra fino alla strada asfaltata – è possibile prendere sulla destra in discesa un sentiero scorciatoia).



Via Pantarei****

San Paolo (a sinistra dell’Eremo)

Aperta da Diego Filippi e Roly Galvagni nel gennaio 2004.

Inizio subito con l’affermare che è un peccato non sia più lunga! È una via molto bella e divertente, con alcuni tratti che sono veri gioielli (come il 4° e lo spigolo del 6° tiro). La prima lunghezza pare essere la più difficile, nonostante il 6b+ sia nel secondo tiro.
Diedri si alternano a placche e l’arrampicata è continua. La roccia è ottima. Consigliatissima anche in mezza giornata.

Materiale: è protetta molto bene. Rinvii: 13.

La difficoltà è: 6b+, 6a obbligato.

SVILUPPO: 180 metri, 6 lunghezze.

ESPOSIZIONE: sud-est (in autunno il sole se ne va alle 13).

Avvicinamento: è possibile parcheggiare alla diga o lungo la strada e in pochi secondi si prende il sentiero per l’eremo che porta alla parete, pochi metri dopo sulla sinistra salendo verso la parete c’è l’attacco, più a sinistra della via Porci con le ali (5 minuti).
Ritorno:
20 minuti (all’uscita della via scendere pochi metri fino a incontrare un bel sentiero da percorrere verso destra fino alla strada asfaltata – è possibile prendere sulla destra in discesa un sentiero scorciatoia).


Via Porci con le ali**

San Paolo (a sinistra dell’Eremo)

Aperta da Diego Filippi e Roly Galvagni il 4 gennaio 2004.

È una via breve (l’abbiamo salita in un’ora e mezza), non entusiasmante, ma sicuramente in certi punti non banale. Molto bello l’ultimo tiro. Il primo tiro di 6b (scalabile tranquillamente a 6a/6a+) è possibile evitarlo con la variante di IV grado a destra, ma perché?! Tranne brevissimi tratti, la roccia è buona.
L’arrampicata è varia su placca, fessura e diedro.
Notevole l’ultimo tiro, che secondo me vale la via.

Materiale: è protetta molto bene. Rinvii: 10/11.

La difficoltà è: 6b, 6a obbligato.

SVILUPPO: 195 metri, 5 lunghezze.

ESPOSIZIONE: sud-est (in autunno il sole se ne va alle 13).

Avvicinamento: è possibile parcheggiare alla diga o lungo la strada e in pochi secondi si prende il sentiero per l’eremo che porta alla parete, pochi metri dopo sulla sinistra salendo verso la parete c’è l’attacco (5 minuti).
Ritorno:
20 minuti (all’uscita della via scendere pochi metri fino a incontrare un bel sentiero da percorrere verso destra fino alla strada asfaltata – è possibile prendere sulla destra in discesa un sentiero scorciatoia).


Via Athene ****

San Paolo

Aperta dal basso da Heinz Grill, Florian Kluckner, Franz Heiss nel 2006.

Tra le più belle vie plaisir di Grill presenti sulla parete di San Paolo, Athene si sviluppa su una roccia splendida (penultimo tiro a parte dove è necessaria una buona attenzione per non muovere sassi), su placca, qualche breve strapiombo, vari traversi e fessure.
L’arrampicata su placca e traversi è delicata, spesso di equilibrio e a volte atletica, molto divertente. I passi più difficili sono ben protetti. La via ha uno stile alpinistico ed è protetta con chiodi e spit. Le soste sono tutte buone e comode con anello.
Anche da fare in mezza giornata, dati l’avvicinamento e il ritorno comodissimi, è una via da non perdere!

Materiale: è protetta molto bene. Rinvii: 10/12. Un friend rosso utile per salire la fessura del quarto tiro che è sprotetta.

La difficoltà è: VII, VI+ obbligato.

SVILUPPO: 300 metri, 10 lunghezze (quattro si possono accorpare in due tiri).

ESPOSIZIONE: sud-est (in autunno il sole se ne va alle 13).

Avvicinamento: circa 5 minuti dal ristorante La Lanterna, dove è possibile parcheggiare se poi magari ci si ferma a bere una birra (l’attacco della via si trova alla fine del sentiero che si prende di fronte al ristorante: si prosegue lungo il sentiero sull’erba, si sale per sentiero battuto fino alla parete).
Ritorno:
30/40 minuti (all’uscita della via scendere pochi metri fino a incontrare un bel sentiero da percorrere verso destra fino alla strada asfaltata che poi si percorre fino al ristorante).


Via Nataraj ****

Mandrea

Aperta in solitaria da Diego Filippi nel 2003.

Tra le vie di Filippi Ego Trip, Romantica e questa, quella che ho preferito è Nataraj. Ma perché mi piace questa arrampicata, che si divide tra diedri e fessure con qualche placca che non guasta mai. I passi più difficili sono ben protetti e dal mio punto di vista sono più accessibili rispetto a quelli delle altre due sopra citate. Roccia stupenda, vista bellissima come sempre, arrampicata continua salvo due brevissimi tratti. Non ci si annoia: consigliatissima!

Materiale: è protetta molto bene. È possibile percorrerla anche con una corda da 60 metri. Almeno 13 rinvii. Friend inutili.

La difficoltà è: 6c/6a, A0.

SVILUPPO: 280 metri, 11 lunghezze.

ESPOSIZIONE: sud-est (in autunno il sole se ne va alle 15.

Avvicinamento: circa 25 minuti (dal crocifisso in legno di Laghel (fine strada) percorrere la strada sterrata fino a entrare nel bosco e costeggiare la parete. L’attacco della via è su un piccolo zoccolo, il primo tiro è in comune con la via Moana Mon Amour.
Ritorno:
1 ora e 30 minuti (scendere per sentiero battuto fino alla strada, proseguire in discesa per pochi minuti fino a una palina CAI sulla sinistra e prendere il sentiero sempre a sinistra che porta in discesa fino alla strada sterrata verso il crocifisso in legno e la macchina).


Via Einstein ***

Monte Casale – Avancorpo Croz del Pin

Apritori: Giuliano Stenghel e F. Sartori nel 1982.

È una via di soddisfazione: come si dice in questi casi, ‘ingaggiosa’. Già, perché è da proteggere, i chiodi non sono molti, ci sono diversi tratti sprotetti (sotto il VI grado). Le soste sono da attrezzare su piante oppure su due o tre chiodi, ma tutte comodissime. La roccia è buona/ottima lungo quasi tutta la via. Peccato per l’enorme cava che danneggia il panorama, ma la parete del monte casale come sfondo ha sempre il suo fascino. Consigliatissima per chi vuole allenare la testa e ama arrivare in cima soddisfatto del viaggio.

Materiale: 2 corde da 60 metri, cordini, 10/12 rinvii, friend medio-piccoli.

La difficoltà è: 6b+/6a+, A0.

SVILUPPO: 380 metri, 10 lunghezze.

ESPOSIZIONE: est.

Avvicinamento: circa 15 minuti su falsopiano (si percorre il sentiero per la ferrata: arrivati al bosco si abbandona per traccia sulla destra che sale fino all’avancorpo. L’attacco si nota per la grande fessura con a fianco sulla destra una striscia di roccia gialla).
Ritorno:
1 ora circa lungo un tratto della ferrata Che Guevara (dalla fine della via, seguire il sentiero verso destra, viso a monte).


Via Ego Trip ****

Mandrea

Apritore: Diego Filippi nel 2004.

Via molto bella e molto ripetuta (nei weekend di inizio o fine estate soprattutto è facile trovare cordate), ma la sua giovane età (per ora) la rende priva di tratti lucidi. La roccia è stupenda e la via è caratterizzata da una successione di placche, in alcuni punti molto delicate (anche i primi tiri di 5b non sono assolutamente da sottovalutare su placca appoggiata. I passaggi sono ben protetti ma il 6a/6a+ è obbligatorio. Davvero una bella via, molto tecnica e a volte atletica.

Materiale: 2 corde da 60 metri • almeno 13 rinvii
La via è protetta bene a fix.

La difficoltà è: 6b+/6a+, A0.

SVILUPPO: 325 metri, 10 lunghezze.

ESPOSIZIONE: sud-est.

Avvicinamento: circa 20/25 minuti.
Ritorno:
1 ora e 30 minuti (scendere per sentiero battuto fino alla strada, proseguire in discesa per pochi minuti fino a una palina CAI sulla sinistra e prendere il sentiero sempre a sinistra che porta in discesa fino alla strada sterrata verso il crocifisso in legno e la macchina).


Via Romantica ***

Mandrea

Apritore: Diego Filippi nel 1999.

È diventata ormai una via storica della parete, un bellissimo e affascinante itinerario caratterizzato da un’arrampicata varia su diedri, placche, fessure e strapiombi. Peccato la roccia levigata dalle numerose ripetizioni nei punti chiave, ma vale comunque la pena ripeterla, soprattutto per provare la libera su gradi medio-difficili. Consigliatissima!

Materiale: 2 corde da 60 metri • almeno 13 rinvii
La via è protetta benissimo a fix.

La difficoltà è: 6c+/6a, A0.

SVILUPPO: 310 metri, 12 lunghezze.

ESPOSIZIONE: sud-est.

Avvicinamento: circa 10 minuti.
Ritorno:
1 ora e 30 minuti.


Via Orfeo ***

San Paolo – Parete sud

Apritori: Heinz Grill, Sigrid Königseder, Florian Kluckner e Martin Mocek il 9 luglio 2007.

È una via che ormai può considerarsi tra le classiche della parete. L’arrampicata è varia, in prevalenza su placche e fessure. L’itinerario è logico e dove la via si interseca con altre due, è segnata in azzurro (impossibile sbagliarsi). Nelle fessure è bene proteggersi con friend, soprattutto in quella del primo tiro.

Materiale: 2 corde da 60 metri • almeno 13 rinvii • una serie di friend • chiodi e martello non necessari.

La difficoltà è: VI+/VI, A0.

SVILUPPO: 250 metri, 9 lunghezze.

ESPOSIZIONE: sud-est.

Avvicinamento: circa 10 minuti (parcheggiando qui).
Ritorno:
circa 30 minuti in discesa.


Via Barbara ****

Colodri – Pilastro Zanzara

Apritori: Ugo e Mario Ischia nel 1972.

È una via storica, molto frequentata. Le prime 5 lunghezze sono un po’ unte (via Umberta) e poi la roccia migliora nella via Barbara, ma certamente vale la pena salirla.
L’arrampicata è atletica e delicata in alcuni punti. Chi ama diedri e fessure non se la deve perdere!

Materiale: 2 corde da 60 metri • almeno 12 rinvii • friend dal n° 0.3 al 3 • chiodi e martello non utilizzati

La difficoltà è: V+, VI.

SVILUPPO: 315 metri, 10 lunghezze.

ESPOSIZIONE: est.

Avvicinamento: circa 10 minuti (parcheggiando qui).
Ritorno:
circa 30-40 minuti in discesa.

Via Barbara

Diedro Maestri ****

Piccolo Dain – Parete del Limarò

Apritori: C. Baldessari e C. Maestri nel 1957.

È una via molto divertente, mai banale, richiede forza e resistenza. L’arrampicata è atletica e ci vuole grinta per superare numerosi tratti. Assolutamente consigliata!

Materiale: 2 corde da 60 metri • 16 rinvii • friend dal n° 0.3 al 4 • chiodi e martello (consigliati)

La difficoltà è: VII e A0 (VI obbl)/R3/III.

SVILUPPO: 400 metri, 12 lunghezze.

ESPOSIZIONE: ovest (appare il sole dopo le 12).

Avvicinamento: circa 15/20 minuti.
Ritorno:
circa 40/45 minuti in discesa.

Diedro Maestri

via Diedro Martini ****

Cima alle Coste

Apritori: Sergio Martini, Mario Tranquillini e Maurizio Perotoni nel 1972.

La prima parte della parete è la vecchia via Steinkotter, di cui il secondo tratto non è più ripetuto per la scarsa qualità della roccia, aperta da Heinz Steinkotter, Heini Holzer e Reinhold Messner nel 1966.

È un itinerario storico che merita di essere ripetuto per il suo valore e soprattutto a chi piace arrampicare su diedro e fessura. La prima parte, la via Steinkotter, è in prevalenza su placca appoggiata.

La difficoltà è V+, VI.

SVILUPPO: 605 metri, 13 lunghezze.

ESPOSIZIONE: est (la parete va in ombra dopo le 13.

Il Diedro Martini vero e proprio è una via da proteggere, quindi sono necessari una serie di friend (da 0.4 a 3 Camalot), oltre a cordini per le soste e per allungare rinvii soprattutto nella terrazza mediana.

Avvicinamento: circa 45 minuti su piano e poi salita.
Ritorno:
un’ora e 45 minuti circa per sentiero e poi in discesa (seguire sempre indicazioni per Dro).

via Diedro Martini

via Black Hole ****

Mandrea – Valle del Sarca

Apritori: Giuliano Stenghel e Maurizio Giordani nel 1979.

È un itinerario molto logico e pur essendo in alcuni tratti da poco a molto friabile, rappresenta una linea bellissima che si sviluppa per gran parte su diedri fessurati. L’uscita della via su due lunghezze presenta dei tratti molto friabili, ma superabili tranquillamente facendo attenzione. La chiodatura è tradizionale ed è molto ridotta tranne nel diedro del quinto tiro, dove il passo di VII o A0 presenta diversi chiodi su circa due metri. Le soste (tranne le ultime due) sono attrezzate con chiodi, cordoni, spit.

DIFFICOLTÀ
La via è R3
La difficoltà è V+, VI+, un passo in A0 o VII in libera

SVILUPPO: 215 metri senza lo zoccolo (in comune con il Gabrielli), 8 lunghezze

ESPOSIZIONE
Sud-est, la seconda parte è in ombra dalla tarda mattinata.

Una bellissima via storica che consiglio. È da proteggere, quindi sono necessari una serie di friend (da 0.4 a 3 Camalot) e cordini per le soste e per le ultime due lunghezze.

Avvicinamento: 15/20 minuti [Seguire le indicazioni per “Laghel”. Attraversare un uliveto e in corrispondenza di un bivio, dove sulla destra c’è una chiesetta bianca, svoltare a sinistra e seguire la strada che ora diviene molto ripida e successivamente sterrata. Parcheggiare al termine della strada (sbarra) in corrispondenza di un crocefisso in legno e di una fontana in cemento (evitare di invadere proprietà privata).
Percorrere la mulattiera a fianco del crocefisso per poche decine di metri, abbandonarla e proseguire per tracce puntando alla base dell’evidente Pilastro Gabrielli. Alla destra della verticale del Pilastro si trova una rampa erbosa (bolli rossi). Alzarsi pochi metri, indi traversare a destra fino ad una grossa pianta in corrispondenza di una placca con corda fissa. Si risale tutta la placca per poi obliquare a sinistra fino alla terrazza alla base del pilastro (fonte sassbaloss.com)].
Ritorno: 40 minuti in discesa per sentiero.

via Black Hole

via L’incompiuta ***

Monte Colodri – Valle del Sarca

Apritori: Heinz Grill, Ivo Rabanser, Florian Kluckner e Franz Heiss.

La via, aperta nel 2012 è davvero bellissima: una sequenza logica di diedri e fessure percorre la maggior parte dell’itinerario. Non è da sottovalutare, in quanto è da integrare in tutte le lunghezze, date le pochissime protezioni.

DIFFICOLTÀ
VII/VI+, A0

SVILUPPO: 350 metri, 11 lunghezze
Consigliati dadi e friend (utile ma non necessario raddoppiare da 0.3 a 3 Camalot e avere con se un 4 Camalot) per integrare.

ESPOSIZIONE
Est, al sole dalle 9 alle 13 circa in inverno

La roccia è ottima.
Le protezioni sono a chiodi e davvero poche: è una via alpinistica da integrare. Le soste sono ben attrezzate con anello di calata.

Avvicinamento: 10 minuti.
Ritorno: 45 minuti in discesa per ferrata.

via L'incompiuta

via Vino e cioccolato ***

Monte Colodri – Valle del Sarca

Apritori: Alessandro Chiarani e Ivan Prandi.
Iniziata nel 2003 e dopo un periodo di assenza, finita nel 2016.

Chi meglio del chiodatore può descrivere la via? Ecco qui l’articolo su Planetmountain.com di Alessandro Chiarani.

DIFFICOLTÀ
7b+, S2/I
7a+ obbligatorio

SVILUPPO: 280 metri, 9 lunghezze

ESPOSIZIONE
Est, al sole dalle 9 alle 13

La roccia è splendida, la linea è ben visibile anche per la presenza di spit nuovi, nonostante la via si incroci con altre vicine.

È un itinerario duro anche per la lunghezza tra gli spit, ma è certamente una via da fare in questa parete, tra le più famose della Valle del Sarca.

P.S. Attenzione al 7° tiro: traversare dalla sosta allo spit verso destra è un’impresa alquanto delicata.

Avvicinamento: 10 minuti.
Ritorno: 1 ora in discesa per ferrata.

via Vino e cioccolato

via Pilastro Gabrielli ****

Parete Mandrea, Valle del Sarca

Primi salitori: Stenghel e Vaccari nel 1978.

Via storica tra le più belle nella parete Mandrea. Superato lo zoccolo, le lunghezze sono 6.

L’arrampicata è in prevalenza su diedro fessurato.

Consigliatissima!

DIFFICOLTÀ
V+, VI+ con passo di VII / R3 / II

ESPOSIZIONE
est

SVILUPPO
250 metri (questa è la lunghezza data dalle varie relazioni; in realtà comprende anche lo zoccolo e l’uscita superiore. Lunghezza tiri circa 165 metri)

Avvicinamento: 10 minuti.
Ritorno: un’ora
in discesa.

via Pilastro Gabrielli


via Lo scansafatiche ***

Parete di San Paolo – Valle del Sarca

La via è stata aperta da Heinz Grill, Franz Heiss, Klaus Oppermann e Barbara Holzer il 14 marzo 2012.

Si arrampica soprattutto su placca (anche appoggiata) o su muri verticali, pochi i passi strapiombanti. L’itinerario è protetto con chiodi, cordoni in clessidre e alcuni fix (inutili i friend 0.3 e 0.4 Camalot, ma qualcuno di piccolo non fanno mai male!). Le soste sono attrezzate, chiodi, cordoni e fix.

Per la descrizione dettagliata della via, clicca qui!

DIFFICOLTÀ: VII-/VI, A0

Esposizione: sud

Avvicinamento: circa 15 minuti.
Ritorno: circa mezzora in discesa.

via Lo scansafatiche

via Moana Mon Amour ***

Mandrea di Laghel – parete sud-est – Valle del Sarca

Aperta nel febbraio 2004 da D. Filippi e R. Galvagni.

La via è protetta a spit. È consigliato portare 14 rinvii e qualche fettuccia per integrare le soste, oltre che per eventuali staffe nei punti critici del tiro su placca completamente liscia.

Peccato per gli azzeri praticamente obbligati sui tiri di placca liscia. La via è comunque molto bella con tratti entusiasmanti. L’arrampicata è tecnica e di forza. Trovi placca, strapiombi, diedri e fessure. La roccia è ottima e anche l’esposizione. Sconsigliata in piena estate con il sole.

Un’altra relazione in cui puoi vedere lo schizzo della via la scarichi qui.

DIFFICOLTÀ: 7a+ e A0 (6b obbligatorio)

Esposizione: sud-est

Avvicinamento: 30 minuti.
Ritorno: circa un’ora in discesa.

via Moana Mon Amour

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Via Brunello Sommadossi ****

Monte Colodri – Parete Est

Siamo nella Valle del Sarca, un luogo da sogno per gli arrampicatori e molto ambito soprattutto negli anni ’70, con le classiche linee su fessure e diedri o le vie estreme per l’arrampicata artificiale e libera.

La via Brunello Sommadossi è stata una tra le prime a essere aperte sulla Parete Est, chiodata dai fratelli Ugo e Mario Ischia il 12 settembre 1975.

La via ha una roccia fantastica, si arrampica su tutti i tiri, con alcuni tratti lucidi, ma comunque vale la pena percorrerla, davvero! L’itinerario è esposto a est quindi nelle soleggiate giornate invernali è percorribile dalla mattina presto).

L’arrampicata è in prevalenza tecnica con gradi facili e medi: la difficoltà è infatti VII/VI+, A0 (VI obbligatorio).

Le lunghezze sono 11, lo sviluppo è di 300 metri e la via è ben attrezzata con fix e chiodi (alcuni tratti più semplici non sono protetti ma sono facili da integrare con friend: infatti è meglio portarsene una serie). Le soste sono sicure e comode, attrezzate con anelloni cementati o da attrezzare su piante. Noi l’abbiamo salita in 4 ore e mezza.

L’avvicinamento è di circa 10 minuti su piano e la discesa è di circa 40 minuti, con ferrata semplice nel mezzo del sentiero di ritorno (il sentiero è segnato dalla tradizionale fascia bianca e rossa).

Da consigliare? Certo che sì!

Via Brunello Sommadossi

Via Elision ****

Parete di Padaro

Aperta da Heinz Grill e Uli Grooten,
il 5 Settembre 2007, la via Elision ha un avvicinamento di 10 minuti e un rientro in corda doppia di un’ora, oppure lungo il bel sentiero nel bosco e in salita lungo la strada di circa un’ora e trenta.

Protagonista della via è un affascinante diedro di 70 metri, oltre agli altri, ai camini e alle fessure in Dülfer.

“Il punto chiave si trova sul sesto tiro con una spaccata delicata, che non è possibile fare in artificiale. La sicurezza è buona con tante clessidre e anche con spit, ciononostante ci sono passaggi lunghi in libera. L’arrampicata è sempre elegante e non faticosa, perché la parete non offre strapiombi o tiri sostenuti. È consigliata un’ esperienza alpinistica.” [Fonte: http://www.arrampicata-arco.com/via-elision.html%5D

29 spit, 25 cordini in clessidre intermedi, 20 spit sulle soste. 

Difficoltà: VI, V+, V, quattro passaggi VI+

Consigliatissima non solo per l’itinerario, ma anche per la splendida roccia.

Via Elision

Via Linda **

Parete di San Paolo

Aperta da Heinz Grill, Franz Heiss e Martin Heiss il 29 dicembre 2019.

Difficoltà: V+, VI.
Sviluppo: 150 metri.

Bella via da salire quando le giornate sono incerte e si ha poco tempo (noi l’abbiamo salita in 2 ore concatenando gli ultimi due tiri e prendendocela comoda). È un itinerario facile, protetto molto bene con fix (le soste presentano fix con anello), ma attenzione al quinto tiro, dove potrebbe essere utile un friend rosso o giallo per la grande fessura verticale. Gli ultimi due tiri, che si possono concatenare allungando bene i rinvii, valgono la via. Gli altri tiri sono semplici, ma c’è comunque sempre da arrampicare, quindi ci si diverte!

Attenzione: non sempre la roccia è perfetta e, nonostante sia stata aperta nel 2019, alcuni appoggi sono già consumati, ma nulla di troppo fastidioso.

Esposizione: sud-est.

Avvicinamento: 10/15 minuti dal parcheggio della locanda.
Rientro: 30-40 minuti
su sentiero battuto e strada.

Via Linda

Via L’amicizia continua **

Parete di San Paolo

Aperta da Florian Kluckner, Heinz Grill, Peter Maier, Julia Haupt, Sandra Schieder, nel 2017 e a gennaio 2018, la via è breve, semplice e divertente.

Presenta un passo di VII con difficoltà obbligatoria di VI.

Trovi diedro, placca, qualche passo di Boulder: il tutto con le ridotte dimensioni di una via che puoi percorrere in massimo 3 ore con calma.

Soste con anelli, chiodi, clessidre e spit. Per le lunghezze 2 e 3 è consigliabile portare una serie di friend.

La via è protetta a chiodi e soprattutto fix. 

Esposizione: sud-est.

Avvicinamento: 15 minuti.
Rientro: mezzoretta
(attenzione ad alcuni tratti esposti.

Via L'amicizia continua


Parete Due Sassi

Monte Stivo

È fantastica da arrampicare. Non si fa trovare facilmente, ma l’avvicinamento è semplice e breve. Non è ad Arco, ma è lì vicino. Se cercate tiri di ottavo e nono, non fa per voi, ma se siete curiosi di provarla, ne vale la pena!

È La Parete di 2 Sassi e si trova a 1100 metri sul Monte Stivo, sotto il Passo Santa Barbara, tra Ronzo-Chienis, in Val di Gresta, e Arco. E quando arrivate in cima, potete ammirare da lontano il Lago di Garda.


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