
Di alpinisti polacchi che vale la pena ricordare ce ne sono molti, ma voglio iniziare con uno di loro, le cui informazioni mi sono capitate per le mani, per caso. Sto parlando di Wojciech Kurtyka, una figure che nell’alpinismo, come si suol dire, ha lasciato il segno. O meglio, le sue impronte. La traversata delle…

Quasi un anno è trascorso dall’ultima volta che ho messo mani e piedi su questo patrimonio, del mondo e dell’anima. Ma ogni volta è diverso. E a me piace pensare a com’era prima, molto prima di me: senza strade trafficate, senza ripetitori che come torri di Babele controllate da multinazionali crescono come funghi, appaiono come…

Riders on the storm: oggi tutti ne parlano perché Stefano Ragazzo ha compiuto la salita di questa linea alla Central Tower of Paine in Patagonia da solo. Dopo la prima solitaria di Eternal Flame sulla Nameless Tower nelle Torri di Trango nel 2024, infatti, la guida alpina poco più che trentenne sorprende ancora con la…

Vado o non vado? Quando mi è stato proposto un viaggio ‘arrampicatorio’ come quello dell’anno scorso stavo vivendo un periodo particolare della mia vita: ero in attesa dei risultati delle analisi e una spada di Damocle pendeva sulla mia testa, ma la voglia di cambiare aria era tanta che confermai anche il volo pagando la…

Ho conosciuto Claudio Battezzati quando sono andata in Valle dell’Orco: con Andrea Giorda erano appena scesi da una via che stavano chiodando e insieme abbiamo bevuto un po’ di birra e mangiato ottimi insaccati e formaggi. Parlai poco con Claudio, ma mi promise che prima o poi qualche domanda se la sarebbe fatta porre. Io…

Ho dato un consiglio sulle mie falesie preferite invernali e anche su quelle estive. Mi mancano quelle di mezza stagione. Che poi bisogna ammettere il gusto personale: a un arrampicatore può piacere arrampicare con basse temperature per il grip e a un altro… un altro se ne frega del grip e non vede l’ora di…

Arriva una mail dal Museo Nazionale della Montagna: è l’invito all’inaugurazione di una mostra. Con il mio solito ottimismo penso: avranno sbagliato indirizzo mail. Ma no, nessun errore. È un’occasione e non va sprecata. Tornare in una città non è mai come la prima o la seconda volta: è un’esperienza sempre diversa, la vedi e…

Quelle minuscole concrezioni, le rughe della roccia, le piccole tacche, gli appoggi svasi, i buchi e le fessure… che fastidio alle dita. Ma che meraviglia nel movimento! Le placche strapiombanti del settore Ghigliottina nella falesia Vajo dell’Orsa sapevo che mi avrebbero condannato alla realtà della mia situazione. Pessima. Ma per migliorare bisogna alzare l’asticella e…

Il bello della ricerca? Che ti imbatti sempre in qualcosa che non stai cercando. Eh già. Ecco che compare tra le mie esplorazioni il volto simpatico di un omone sulla mezza età: è il ‘dio del grit’, John Allen. Non è più con noi dal 2020 dopo una caduta a Stoney West, nel Peak District,…

E non fraintendiamoci: non sto parlando della conquista della vetta, ma di un semplice toccare, salirci sopra, arrivare alla destinazione, a qualunque altezza, in qualsiasi spazio. Si dica come si vuole, ma la questione che voglio porre è semplice: ci si può sentire un dio in vetta senza essere politicamente scorretto, filosoficamente irrispettoso, socialmente indegno?…

Leggo un nuovo messaggio arrivato al sito: è Antonio, che mi scrive “lei ha intervistato numerosi protagonisti dell’arrampicata piemontese, tutti appartenenti all’area torinese.C’è però un altra faccia del Piemonte, che non si è mai messa sotto i riflettori, ma al contrario ne è rimasta volutamente lontana, pur avendo espresso protagonisti di eccezionale caratura sia sul…

Tornare ad arrampicare dopo qualche mese di stop l’hanno provato praticamente tutti nell’ambiente, ma ognuno lo vive in modo diverso: c’è chi non vede l’ora, chi ha paura di farsi male (o rifarsi male), chi è deluso di vedersi a un livello inferiore rispetto a prima… Non siamo tutti uguali e i nostri caratteri, le…

La sua prima solitaria avvenne nel febbraio del 1972 al Baffelan, Sengio Alto. Poi ci fu la Solleder alla Est del Sass Maor, nel gruppo delle pale di San Martino, con Adriana Valdo e insieme ad altre due cordate. Nel 1973 ci fu la Cassin alla Torre Trieste con il giovanissimo Diego Campi, in inverno.…

Nei suoi ragionamenti, riflessivi e profondi sulla sua esperienza e dalla sua prospettiva, ho trovato l’aspetto razionale e quello irrazionale che convivono nell’alpinismo e che solo chi ha vissuto intensamente questa attività sa esprimere. Per quanto tu possa essere preparato, natura e fortuna sono due aspetti incontrollabili per qualunque essere umano, dunque chi fa alpinismo,…

Ho letto un libro dove era citato Mountain Wilderness. ‘Che cos’è?’, mi sono chiesta. Quindi ho deciso di informarmi e ho scoperto che… “Nel 1986, nel bicentenario della conquista del Monte Bianco, 33 tra gli alpinisti più famosi del Mondo firmarono il manifesto Alpinisti per il Monte Bianco che chiedeva, per la salvaguardia di questa grande…

Succede che di alcune persone se ne parli soltanto dopo una straordinaria performance: accadeva agli inizi, perché le imprese non erano molte, e accade oggi, perché c’è sovrabbondanza di notizie. Un tempo se ne parlava parecchio, oggi molto meno, perché c’è subito altro che oscura il precedente. E poi c’è chi è ricordato da pochi,…

Durante la preparazione di un articolo, mi sono imbattuta in una guida alpina del Gran Paradiso che, oltre alle informazioni su un personaggio d’altri tempi, mi confida aneddoti sulla Valle dell’Orco, la sua prospettiva sull’alpinismo di ieri e di oggi, il suo punto di vista sulla comunicazione e il valore del sognare ai suoi tempi.…

È un libro che con le sue illustrazioni va dritto all’anima. Il suo linguaggio diretto parla a mente e cuore delle persone, anche a chi non è alpinista. La sua semplicità è disarmante. Le avventure sono entusiasmanti. Ogni azione insegna qualcosa, o meglio, ci fa scoprire qualcosa di noi che spesso ignoriamo. Complimenti a Tiziano…

“Ma lo vuoi il contatto di Enrico? Lui sì che ne sa.”Andrea Giorda mi ha fatto un altro regalo. E pensare che non ho mai voluto neanche chiederglielo. Che domande potrei fare io a Enrico Camanni?Il suo nome l’ho letto la prima volta quando mi sono innamorata delle storia dell’alpinismo leggendo il libro di Gian…

Parlare con Manrico è stata una gran fortuna: senza giri di parole anche lui mi ha raccontato la sua visione dell’alpinismo e come mi è successo in altre interviste, è stato illuminante. Le scalate si sa, sono eccezionali e ormai famose, ma il pensiero di chi le fa, il punto di vista, la passione percepita…

‘Se non riesci a eseguire un singolo movimento difficile, non hai nulla da resistere’, lo ha affermato Tony Yaniro, uno dei fautori dell’allenamento moderno per l’arrampicata e molto probabilmente il primo arrampicatore a salire in red point un 8a. Un allenamento che si basa soprattutto sul formare la forza necessaria per garantire il mantenimento della resistenza…

Giovane alpinista friulano, il più grande secondo Sandro Piussi, Lomasti nacque a Pontebba nel 1959. Nel 1974 iniziò la sua attività alpinistica insieme ad alcuni amici su vie facili di II e III grado, affiancandola a un metodico allenamento autoimposto. Nel 1975 con gli amici Vittorio di Marco, Sandro Tussi e Emilio di Marco aprì…

La parte più compatta della parete sud della Marmolada aveva attirato da tempo l’attenzione di diversi alpinisti, tra cui uno dei più famosi: Heinz Mariacher, che era stato già protagonista di alcuni tentativi sulla parete d’argento. Nel 1981, però, i cecoslovacchi Jindřich Šustr (all’epoca diciassettenne) e Igor Koller lo precedettero con una salita che avrebbe…

Ricordi com’è andata sul K2 del 1954? La spedizione era composta da alcuni dei migliori alpinisti dell’epoca, tra cui Walter Bonatti e Erich Abram. “Io ero quasi sempre in tenda con Walter Bonatti e con Cirillo Florianini. Occidentalisti ed orientalisti (alpinisti con esperienza sulle Alpi occidentali o orientali N.d.R.) erano in ugual numero. Favoriti erano…

Tutti gli appassionati conoscono Midnight Lightning, il boulder V8 (7B+) sul masso al centro del mitico Camp 4. Non tutti però conoscono l’origine della sit start, la tecnica che prevede di iniziare un boulder da seduti e che ha rivoluzionato le regole del ‘gioco’. Ma soprattutto non tutti risalgono a chi ha inventato questa tecnica…